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Colombia, referendum dice "no" ad accordo governo-Farc

La consultazione mette in difficoltà il presidente Juan Manuel Santos: "Il cessate il fuoco resta definitivo e bilaterale". Il capo dei guerriglieri: "Mai più la parola alle armi"

Colombia, referendum dice "no" ad accordo governo-Farc

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Prima battuta d'arresto per il processo di pace in Colombia. Al referendum sull'accordo tra governo e Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc) vince a sorpresa il "no" con il 50,23% dei voti. I voti favorevoli si sono fermati a quota 49,76 per cento. Un duro colpo per il governo del presidente Juan Manuel Santos, che, dopo quattro anni di negoziati, era riuscito a ottenere un'intesa con le Farc. Santos ha comunque assicurato che il cessate il fuoco rimarrà in vigore. "Io sono il primo a riconoscere questo risultato, in cui la metà del Paese ha detto sì e l'altra metà ha detto no", ha affermato il presidente colombiano durante un intervento in tv, sottolineando che "il cessate il fuoco e la fine delle ostilità bilaterali rimangono al loro posto". Santos ha inoltre promesso di rispettare entrambe le opinioni espresse nel voto e chiesto un dialogo tra coloro che si oppongono all'accordo di pace e coloro che lo sostengono. "Domani chiamerò tutte le forze politiche, in particolare quelle che hanno fatto campagna per il "no", per ascoltarli e aprire spazi di dialogo sul percorso da seguire. Decideremo insieme la strada per rendere possibile la pace", ha concluso il presidente. Poco dopo anche le Farc hanno detto di voler mantenere la propria "volontà di pace" ribadendo di essere disponibili "a usare solo la parola come arma di costruzione del futuro". In questo modo, le Farc confermano che il loro addio alle armi è definitivo.

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