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Ecco le città più "rumorose" Palermo prima, Roma quinta

Nostro il record di sforamento decibel

Ecco le città più "rumorose" Palermo prima, Roma quinta

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Molto rumore per nulla (da sentire). Quattro secoli dopo la commedia di Shakespeare, ambientata a Messina, il riadattamento del celebre titolo resta in Sicilia, con Palermo eletta a città più rumorosa d’Italia. Però Roma segue a ruota col quinto posto in classifica e ben 86 decibel riscontrati lungo le strade della capitale, superando quindi la soglia di guardia (fissata a 85), ed avvicinandosi pericolosamente al limite dei 90, indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come soglia critica per evitare danni all’udito. Parametro oltrepassato per ora solo dal capoluogo siciliano (92,6 decibel) e sfiorato, invece, dalle altre 3 città che fanno ancor più chiasso della «caciara» romana: Firenze (88,6) Torino (86,8) e Milano (86,4). Questi i livelli dei decibel, misurati da Amplifon, nell’ascolto delle 20 principali città italiane, assordate da una media di 82,2 decibel (le strade relativamente più silenziose si trovano a Catanzaro, con 75 decibel, Bari e Potenza).

 

RECORD EUROPEO Un monitoraggio che indica proprio negli italiani (quasi uno su due) i cittadini più esposti al rumore del traffico dell'intera Europa: il 49,4% contro una media del 42,9%. Ma non solo motori di automobili, scooter e autobus, ci sono pure le sirene spiegate, il clacson selvaggio e i vari allarmi ad insidiare i padiglioni auricolari italici. Il mesto primato tricolore è conteso solo da un altro, quello della Francia (49,1% di esposti), mentre l'oasi del silenzio si raggiunge invece nei Paesi Bassi (33,7%).

 

VOLUME ALTO DEI RISCHI Una vita ad alto volume, troppo se si considera, come avvertono gli esperti, che vivere in zone dove il rumore del traffico stradale supera i 60 decibel può associarsi ad un aumento del 4% della mortalità, ad una probabilità di ictus maggiore del 5%, oltre che ad un aumento dell'obesità. Per non parlare del nervosismo che provoca fra chi è più esposto al rumore, causando disturbi del sonno e mal di testa, oltre a minare progressivamente lo stesso udito.

 

 

DONNE PIÙ ESPOSTE Lo studio traccia anche un identikit delle «vittime» del rumore della strada, che in tutta Italia sono soprattutto donne (56%) con un'età media di 47 anni, principalmente impiegate e insegnanti (32%). Tra i più sensibili al fracasso di auto e motorini ci sono però anche i pensionati (16%), i freelance (13%) e le casalinghe (11%). Tutte categorie che, non a caso, alla fine si «sentono» più preoccupate (7 punti percentuali in più), denunciano disturbi del sonno (+4 punti) e sbalzi d'umore (+7 punti), soffrono di mal di testa (+6 punti) e manifestano problemi di concentrazione sul lavoro e nello studio (+5 punti).

 

 

INSONNIA E IPERTENSIONE «Il rumore del traffico ha invaso le nostre città e le nostre vite- commenta Guido Conti, responsabile dell'Unità operativa di audiologia nell'Istituto di clinica otorinolaringoiatrica del policlinico Gemelli- Si calcola che in Europa oltre il 50% delle persone che vive in aree urbane con oltre 250 mila abitanti sia esposto a un rumore da traffico stradale medio di 55 decibel: proprio il livello sonoro oltre cui, secondo l'Oms, si possono temere rischi per la salute. Le strade italiane, poi- prosegue lo specialista- arrivano spesso a superare anche gli 85 dB e ciò è preoccupante se si pensa che il rumore, anche a livelli inferiori, può interferire con la comunicazione verbale, quindi con la concentrazione, lo stato di stress, il rendimento scolastico e lavorativo, fino a diventare causa di incidenti. A questi effetti sono più esposti gli anziani, i bambini e chi già presenta disturbi di udito e comunicazione. Inoltre il rumore può causare insonnia e sonnolenza notturna- conclude Conti - e favorire l'obesità. Ancora più allarmante è la correlazione, probabilmente mediata dagli effetti sui sistemi neuro-vegetativo ed endocrino e sul ritmo sonno-veglia, tra rumore urbano e ipertensione arteriosa, ischemia cardiaca, accidenti cerebro-vascolari e mortalità in generale. Altrettanto preoccupanti sono i possibili effetti dannosi del rumore sull'apprendimento e sullo sviluppo cognitivo dei bambini. Non bisogna infine dimenticare le conseguenze sull'udito. L'esposizione sonora, a partire da livelli di 75-85 decibel, può danneggiare l'organo sensoriale causando un deficit uditivo irreversibile, che peggiora con l'aumento del livello e della durata dell'esposizione».

 

 

7 RIMEDI A MISURA D'ORECCHIO Ma i «rumors» assordanti del caos metropolitano si possono attenuare. Secondo gli esperti, infatti, gli strumenti per tentare di "insonorizzare" gli acuti delle città e riportarli a misura d'orecchio sono 7. A partire da una maggiore diffusione dell'uso di veicoli elettrici, sia per il trasporto pubblico che per quello privato, e delle biciclette. Ma anche l'impiego di asfalto insonorizzante lungo le strade, magari per ricoprire le tante buche, da far percorrere con i più moderni pneumatici realizzati con materiali a bassa emissione sonora. Gli esperti raccomandano anche di individuare le zone urbane ad alto inquinamento acustico da traffico, così da adottare e far rispettare limiti di velocità adeguati. Dove possibile, poi, far installare sistemi di abbattimento del rumore, come ad esempio le barriere frangi-rumore e i trattamenti acustici per gli ambienti scolastici. Non solo: favorire la diffusione del "car sharing", perché la condivisione dei mezzi di trasporto permetterebbe ovviamente di ridurre la densità del traffico, e quindi l'entità del rumore urbano. Da attenuare anche con l'aumento del verde pubblico, soprattutto vicino alle aree più rumorose, nelle vicinanze delle abitazioni e degli edifici pubblici, per sfruttarne la capacità fono-assorbente della vegetazione.

 

 

MONITORAGGIO ROMANO La precedente gestione commissariale dell'amministrazione capitolina ha siglato uno schema di convenzione con l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) per l'attuazione di un monitoraggio sull'inquinamento acustico. «La convenzione prevede la messa a punto delle integrazioni alla mappa acustica strategica di Roma, così come richiesto dalla Commissione Europea, e chiarimenti e approfondimenti tecnici che la Commissione Europea dovesse richiedere a Roma Capitale».
 

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