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La Madonna piange sangue a Trevignano

Frotte di pellegrini per una statua di Medjugorje come quella di Civitavecchia Ma la Diocesi ci va con i piedi di piombo. Il sindaco nel panico per la viabilità

Se sono lacrime di sangue vero nessuno lo sa davvero. Ma a Trevignano Romano si grida già al miracolo per una nuova statua della Madonna che piangerebbe sporcandosi il volto, proprio come quella di Civitavecchia che lacrimò per 14 volte nel 1995. Anche questa immagine sacra arriva da Medjuogorje, proprio come la statuina della città portuale, approdo di crocieristi in visita alla Capitale. Ma la sua proprietaria entrerebbe anche in trance, ricevendo messaggi terribili, impressi sulla sua pelle, che farebbero presagire alla fine del mondo, attraverso predizioni di catastrofi naturali: tsunami e terremoti, che fanno più paura dopo le scosse che hanno martoriato Amatrice e il cuore dell’Italia.

Non ci sono boschi come quelli di Forio d’Ischia, dove la tragedia delle Torri Gemelle di New York sarebbe stata rivelata dalla Vergine ad alcune bambine sei anni prima del tremendo attacco all’America. Con la visione preveggente del fuoco e dei crolli davanti agli occhi di una delle tre ragazzine che andavano a pregare nella radura per la salvezza dell’umanità.

A Trevignano Romano, la Madonna di terracotta avrebbe pianto tra le mura domestiche di una famiglia del Sud. Nella casa di una coppia di coniugi trasferitisi nel ridente paese sul lago alle porte di Roma, quattro anni fa. E il suo annuncio catastrofico non sarebbe stato rivelato con una visione, come sarebbe accaduto per i grattacieli di Manhattan in fiamme, ma impresso sulle braccia della "veggente", che si chiama Gisella. E qualcuno avrebbe già giurato di aver visto comparire addirittura delle lettere sulla sua pelle.

La statua è un piccolo oggetto sacro di terracotta alto 20 centimetri, con le fattezze classiche dell’iconografia di Maria. Intorno alle vesti il santo rosario. E avrebbe iniziato a "sporcarsi" di sangue nel marzo scorso. Lo stesso fenomeno, stando ai racconti, sarebbe toccato anche ad un quadro del Sacro Cuore di Gesù, appeso nella stessa casa, macchiato anch’esso.

Il tam-tam sul fenomeno - ancorché mai accertato -, ha radunato folle di fedeli nell’abitazione della coppia, sulla parte alta del Paese, troppo piccola per contenerli tutti. Ragione per cui la statuina, è stata trasferita nella chiesa del Sacro Cuore presso la Casa del Fanciullo, dove c’è l’oratorio all’ingresso del paese. Era l’ultimo sabato di agosto scorso. E alla veglia di preghiera era presente anche il il vescovo di Civita Castellana, che l’ha visionata. «Osservate», è stato questo l’unico invito rivolto ai fedeli da monsignor Romano Rossi. Poi però il vescovo ha vietato altri Rosari davanti alla statua in chiesa.

La Diocesi ci va con i piedi di piombo. Ma la notizia è lanciata. Tra scetticismo, credulità e veti, il tam tam sta portando in paese folle oceaniche. Troppe per il paese, che conta solo 6mila anime, che in estate diventano 8-9mila, con le seconde case aperte dei romani e i turisti che amano il lago. Il sindaco è preoccupato. «La vicenda - dice Claudia Maciucchi, sindaco di Trevignano - interessa il Comune principalmente per i disagi che potrebbe portare all’attività quotidiana dei cittadini. Per questo motivo abbiamo convocato una conferenza di servizi con carabinieri, polizia, protezione civile e polizia municipale in modo da gestire un possibile aumentato afflusso di persone che potrebbe compromettere la viabilità». «La prossima settimana abbiamo sentito dire che sono in arrivo 6 pulman di pellegrini, e abbiamo solo 6 vigili urbani» spiega il vice sindaco, Luca Galloni, con delega al Turismo.

Che succederà sabato prossimo a Trevignano? In paese, oltre alla Chiesa presso la Casa del Fanciullo, ce ne sono altre tre: la chiesa madre dell’Assunta, San Bernardino e Santa Caterina. Proprio in quest’ultima si sarebbero dati appuntamento i fedeli, sempre alle ore 18. Ma il vicesindaco esclude la possibilità «perché è nella piazza centrale e intaserebbe la viabilità». Il sacerdote del paese, Don Gabriel Gabati, interpellato sull’argomento, non si sbilancia e non intende per ora rilasciare dichiarazioni. In parrocchia si preferisce mantenere il massimo riserbo in attesa delle verifiche che in questi casi vengono effettuate dalla Santa Sede. Ma l’unica verifica fatta al momento, è quella a occhio di monsignor Romano. Che ha imposto il massimo riserbo. L’unico tsunami al momento per fortuna è quello della preghiera. Se è «sincera porte aperte in paese» si augura qualcuno.

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