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La rabbia degli italiani contro Charlie

Sul web ironia macabra e insulti al periodico francese dopo la vignetta sul terremoto. E anche il ministro Alfano affonda: "La matita? Potrei suggerire loro dove metterla..."

È violentissima la reazione del web alle due vignette di Charlie Hebdo sul terremoto che ha sconvolto il Centro Italia. Dal pomeriggio di venerdì sui social network vengono pubblicate vignette contro il periodico satirico francese, che nel gennaio 2015 fu colpito da un attentato di matrice islamica che causò la morte di diversi redattori. La solidarietà emersa all’epoca della tragedia sembra essersi volatilizzata in queste ore, almeno tra i confini italiani, ed è difficile dire se sia più colpa dello stesso Charlie Hebdo, responsabile di una vignetta che nella migliore delle ipotesi non fa ridere, o di chi ha voluto rispondere al periodico satirico usando la medesima arma. In questa pagina una rassegna delle vignette comparse nelle ultime ore sul web, tralasciando le più macabre, che riportavano addirittura le foto della redazione di Charlie Hebdo dopo la strage con commenti di dubbia ironia: è la triste dimostrazione di dove possa arrivare il degrado della presunta satira quando questa, pur dovendo assolutamente rimanere libera, non è capace di fermarsi in tempo di fronte al dolore.

AA_B_WEBIntanto, mentre in Italia anche i comici si dividono (Daniele Luttazzi ha stroncato la vignetta francese, Sabina Guzzanti non si è unita invece alla condanna) a prendere una posizione molto dura nei confronti del periodico francese è anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano: «Usando la loro satira, avrei un suggerimento su dove devono infilare la loro matita...». «Noi abbiamo pianto i loro morti - ha detto ancora in una pausa del Forum di Cernobbio - loro invece hanno preso in giro i nostri». Al ministro si unisce l’associazione nazionale Funzionari di Polizia: «Non c’è vocazione alla provocazione e alla polemica che possa trasformare il torto nel diritto a offendere vittime innocenti. E non c'è estro creativo che permetta la speculazione sui morti grazie al ricorso a stereotipi e a pregiudizi ingiusti, stupidi e vergognosi» ha detto Lorena La Spina, segretario dell'Anfp.

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