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D'Alessio: «Non mi fido, i soldi io li do al sindaco»

Il cantante napoletano d’accordo con Fiorello: «E poi che tristezza l’elemosina di Zuckerberg, il re di Facebook...»

D'Alessio: «Non mi fido, i soldi io li do al sindaco»

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Gigi D’Alessio dà ragione a Rosario Fiorello. Il cantautore napoletano, infatti, si dice assolutamente d’accordo con lo showman siciliano, che ha messo in guardia sulla reale destinazione dei soldi raccolti con gli spettacoli e i concerti "solidali". E se Fiorello preferisce fare beneficenza personalmente, proprio perché conosce bene certi trucchetti messi in campo da alcuni organizzatori dei certi show, Gigi D’Alessio annuncia che farà esattamente la stessa cosa. Ma sentito dal Tempo, non si lascia sfuggire l’occasione per dare uno scappellotto anche al fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, reo, secondo il cantante, di aver donato appena 500mila euro alla Croce Rossa ma come crediti per campagne pubblicitarie sul suo social network.

 

Gigi D’Alessio, devolverà l’intero incasso del concerto che il 9 settembre terrà a San Nicola Baronia (Avellino) ai terremotati di Amatrice?

«Certamente. E li porterò direttamente nelle mani del sindaco Sergio Pirozzi».

 

Perché personalmente?

«E a chi li do? Non voglio darli in mano a nessuno. Voglio andare lì ad Amatrice e studiare, insieme al primo cittadino, il modo in cui spenderli. Non mi va che la gente venga a vedere il mio concerto, paghi il biglietto, io e i miei musicisti cantiamo e suoniamo gratis e poi chissà questi soldi dove vanno a finire. Mi sono già sentito con il sindaco, gli ho detto che non so quanto incasseremo, presumo tra i 40 e i 50mila euro».

 

Dunque fa bene Fiorello a mettere in guardia sulla "solidarietà col trucco" che ci sarebbe dietro certi spettacoli?

«Fiorello dice una cosa giusta. Adesso sono spuntati mille organizzatori che vogliono fare concerti per il terremoto. A me sono arrivate 15 telefonate. Ma poi, alla fine, spendi di qua, spendi di là, a guadagnarci sono gli organizzatori stessi, mentre là dove i soldi dovrebbero arrivare non arriva nulla. Sono in molti, tra l’altro, quelli che si mettono a organizzare queste iniziative solo per avere visibilità. Ognuno cerca di ottenere qualcosa, anche in queste circostanze».

 

Anche Fiorello preferisce dare i soldi in beneficienza personalmente.

«Sono assolutamente d'accordo. Ma poi, sia chiaro, voglio sapere dove vanno a finire questi soldi. Sa come si dice a Napoli? Sparti ricchezza e addiventa puvertà. Si parte, diciamo, con 10mila euro, ma man mano che questi soldi viaggiano, alla meta sono diventati 500 euro. Ecco perché farò un bell'assegno circolare che porterò al sindaco. Ma poi gli chiederò di farmi vedere come li spende. Se ci pagherà l'affitto a 10 famiglie per toglierle dalle tende, magari quelle che hanno anche figli piccoli e anziani, o se comprerà il latte per i bambini. Voglio sapere dove vanno a finire i soldi miei e del mio pubblico».

 

C’è chi accusa Pirozzi di aver consentito abusi e licenze facili. Lui nega in modo netto. Insomma, intorno a lui non mancano le polemiche. Lei, però, pare fidarsi.

«Senta, noi siamo un paese di polemici. Qualunque cosa si faccia nasce la polemica. C'è sempre qualcuno che ha qualcosa da dire».

 

Un buon esempio l’ha dato anche Zuckerberg. O no?

«Con tutto il rispetto per Zuckerberg, parliamo di 500mila euro in pubblicità su Facebook. È come se io donassi questi soldi per fare pubblicità sui miei siti. A lui non costa nulla. Nonostante ciò, viene ricevuto dal Papa e dal premier. Mah!».

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