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Infermieri per l’Umberto I Il Tar: un concorso inutile

Bocciata gara della Regione per i nuovi paramedici I giudici: «Utilizzare ancora le vecchie graduatorie»

Concorsi e ricorsi storici: il Tar ha annullato il primo concorso regionale per 40 infermieri bandito negli ultimi 9 anni accogliendo il ricorso di tre paramedici, presenti in graduatoria sin dal 2007, «che ad oggi non risultano ancora assunti». Secondo i giudici amministrativi c’è stata una «violazione del principio dello scorrimento delle graduatorie ancora efficaci», in quanto l’amministrazione ha «proceduto a bandire un nuovo concorso invece di scorrere le graduatorie ancora efficaci» risalenti a 9 anni fa. E per questi motivi «gli atti gravati vanno annullati nei limiti dell’interesse azionato», ha sentenziato la sezione Terza Quater.

 

 

20 MILA ASPIRANTI DELUSI

«Quanto costerà rimborsare gli oltre 200.000 Euro versati inutilmente dagli oltre 20.000 aspiranti concorsisti?», chiede il responsabile territoriale della Cisl, Giovanni Fusco. Eppure questo bando era stato annunciato come un punto di svolta dalla Regione («Il primo concorso pubblico di queste dimensione dopo anni»), che ne aveva anche quantificato i vantaggi: «È significativo che ciò avvenga proprio all’Umberto I, che in questi anni è ricorso all’utilizzo maggiore di forme di esternalizzazione rispetto ad altre aziende sanitarie. In questi anni di commissariamento la Regione ha perso oltre 8mila unità di personale, e la spesa per i servizi infermieristici esterni è aumentata del 5%».

 

 

TROPPI PRECARI ESTERNI

Il Policlinico, infatti, ha 2391 infermieri ma, secondo i sindacati, ne avrebbe bisogno di altri 500 perché ben 423 sono precari delle cooperative sociali. Anche negli Istituti Fisioterapici Ospitalieri (Ifo) «l’insufficienza di personale tecnico infermieristico è coperta con il ricorso a società esterne» ha sottolineato la Corte dei Conti analizzando i bilanci in rosso dell’azienda di cui fanno parte il Regina Elena (l’istituto nazionale dei tumori) e l’eccellenza della dermatologia del San Gallicano. E Cgil, Cisl e Uil da tempo ritengono «necessaria la reinternalizzazione dei servizi che le aziende sanitarie pubbliche da ormai un decennio esternalizzano a privati o cooperative anche attraverso l’uso improprio della somministrazione di lavoro da parte di società interinali». Sui troppi infermieri in «affitto» negli ospedali, così come nelle 77 postazioni del 118 affidate ai privati, è già stata presentata una denuncia dal sindacato infermieristico Nursing Up Lazio. «Molti colleghi infermieri sono sfruttati: vengono pagati 8 euro l’ora, ma la Regione ne paga per loro 25», ha scritto la segretaria regionale Laura Rita Santoro.

 

 

RECORD ITALIANO DI CARENZE

Ma tutto il Lazio (oltre alla Lombardia), ha la maglia nera delle carenze infermieristiche: nella Regione è pari al 12,1% del totale nazionale. «Per la copertura dei turni dopo l’entrata in vigore della direttiva europea sull’orario di lavoro servono 2271 infermieri. Che - ha avvertito l’Ipasvi- compresi quelli per i turni diventano 3706».

 

 

ORGANICI SGUARNITI DEL 20%

In generale, infatti, «la carenza arriva al 20% dell’organico in tutte le Asl», secondo la stima effettuata nei mesi scorsi dalla Cgil. Anche perché negli ultimi 8 anni il sistema sanitario regionale ha perduto 9035 tra medici, infermieri, tecnici ed ausiliari. E la «percentuale di autorizzazioni ad assumere in parziale deroga al blocco del turnover non è più in grado di soddisfare l’efficienza delle strutture, anche al fine di garantire la corretta erogazione dei Lea», i livelli essenziali di assistenza, aveva avvertito nei mesi scorsi il sub-commissario per l’attuazione del piano di rientro, Giovanni Bissoni, nel corso di un’audizione resa davanti alla Commissione Salute del Consiglio regionale sulle nuove linee di indirizzo dei programmi operativi del triennio 2016-2018. Nel novembre scorso la Regione ha però reso noto che «nei prossimi 3 anni saranno 1.200 circa gli operatori tra medici, infermieri e tecnici che entreranno in servizio nella sanità laziale. Delle 1.200 assunzioni, la metà, circa 600 unità, riguarderà precari con più di 3 anni di servizio». Il mese scorso ha autorizzato la stabilizzazione di 29 infermieri al Policlinico di Tor Vergata: «Finora nel 2016 sono state 543 le nuove assunzioni autorizzate» fra tutti gli operatori sanitari, ha detto il presidente, Nicola Zingaretti. Ma la coperta è ancora troppo corta.
 

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