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08/02/2016 14:28

IMMIGRAZIONE

Tratta di esseri umani, a Palermo la prima condanna

Sentenze da due a sei anni di reclusione per sei extracomunitari. Processo nato dal caso del naufragio del 2013 a Lampedusa dove morirono più di 300 persone

Naufragio

È stata emessa dal gup del Tribunale di Palermo la prima sentenza in Italia che riconosce l'esistenza di un'organizzazione di trafficanti di esseri umani. Il gup Angela Gelardi ha condannato sei imputati, altri tre sono latitanti, a pene comprese tra due anni e quattro mesi e sei anni e quattro mesi di reclusione. Il processo, che si è celebrato con il rito abbreviato, nasce dall'inchiesta "Glauco 1" aperta dopo il naufragio di un barcone a Lampedusa che nell'ottobre 2013 costò la vita a più di 300 persone. L'indagine è coordinata dal Procuratore aggiunto di Palermo, Maurizio Scalia, e dai pm Gery Ferrara e Claudio Camilleri. "L'indagine ha dimostrato - avevano sostenuto i pm Ferrara e Camilleri durante la requisitoria al gup - che l'organizzazione opera come un vero e proprio network criminale, con diverse cellule operanti nei territori di riferimento, cui vengono attribuiti compiti specifici e determinati al fine di organizzare, in prima battuta, i "viaggi della speranza" di migliaia e migliaia di uomini, donne e bambini dall'Africa verso l'Italia favorendone così l'ingresso e la permanenza clandestina in Italia".

 

Nello specifico Ecco le condanne emesse dal gup Gerardi: Tesfahiweit Woldu, eritreo, 26 anni, condannato a 4 anni; Samuel Weldemicael, eritreo, 27 anni, condannato a 6 anni e quattro mesi; Mohammed Salih, eritreo, 25 anni, condannato a sei anni; Yared Afwerke, eritreo, 25 anni, condannato a 2 anni e 8 mesi; Atywos Melles , eritreo 48 anni, condannato a due anni e quattro mesi; Nuredin Atta Wehabrebi, eritreo, 31 anni, condannato a cinque anni. A lui il gup ha concesso le attenuanti generiche per avere collaborato con la giustizia. È proprio Atta il primo "pentito" nella storia delle tratte di esseri umani. Secondo l'accusa, l'uomo sarebbe uno dei capi del gruppo assieme ai latitanti Ermias Ghermay, John Marhaye Shamshedin Abkadt. Ha rivelato ai magistrati particolari, affari, nomi e cognomi dei componenti del network criminale transazionale che lucra con il traffico dei migranti. Altri tre imputati sono tuttora latitanti.

Redazione online






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