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Maker Faire, inventori 2.0

Da venerdì alla Sapienza la fiera degli artigiani digitali tra robot, droni e scintille di futuro

Dai robot ai droni fino all’internet delle cose dove apparecchi dotati di intelligenza artificiale interagiscono autonomamente tra loro, con le persone e con l’ambiente. Come in un racconto di Asimov il rapporto tra uomo e macchina si fa sempre più stretto, dalla vita digitale che ci accompagna ogni ora del giorno e della notte sugli schermi degli smartphone fino ai grandi centri di ricerca in grado di realizzare androidi sempre più sofisticati e, verrebbe da dire, intelligenti. È proprio «vivere con le macchine» il tema della conferenza d’apertura della Maker Faire Rome 2015, la fiera europea degli artigiani digitali che si svolge nei padiglioni dell’Università La Sapienza da venerdì a domenica. Protagonista della manifestazione è la rete dei «makers», cellule futuriste di inventori-artigiani del terzo millennio e dei loro laboratori-officine - o meglio «fab lab» - dove nascono, crescono e lavorano stampanti 3D, macchine per il taglio laser e automi programmati attraverso le celebri schede Arduino, tra i simboli di questa nuova generazione di inventori.

Sono oltre seicento gli espositori che popoleranno la Città universitaria in questa edizione organizzata da Asset Camera, Azienda speciale della Camera di Commercio di Roma, con eventi e workshop (ingresso 10 euro, informazioni su makerfairerome.eu ). Nella conferenza d’apertura, venerdì alle 11.30 nell’Aula magna della Sapienza, si parlerà appunto di «Life with the machines», un assaggio di futuro attraverso i progetti più innovativi con un occhio di riguardo per le eccellenze italiane, che esistono e resistono anche al di fuori dei «soliti» ambiti come moda e gastronomia. Ospiti d’onore della giornata saranno WalkMan The Robot, realizzato dall’Istituto italiano di tecnologia di Genova, androide tuttofare alto più di un metro e ottanta che ha rappresentato l’Europa alla Darpa Robotics Challenge di Los Angeles, e l’imprenditore vicentino Maurizio Costabeber, pioniere della stampa 3D, che lancerà un’innovativa macchina professionale made in Italy. Interverrà anche una star della comunità maker come Massimo Banzi, cofondatore di Arduino, la piattaforma hardware-software nata dieci anni fa a Ivrea.

Una fiera europea, gemella di quella americana-mondiale, ma anche molto romana. Domani, ore 18, all’Ex Dogana di San Lorenzo andrà in scena un’anteprima dedicata agli innovatori attivi nella capitale. Una scintilla di futuro per raccontare «un’altra storia di Roma», avverte la presentazione dell’evento, «per ricostruire la città eterna dalle sue fondamenta di bellezza, integrazione, creatività, storia e innovazione». Anfitrione di «Made in Rome, How to Remake the Eternal City» sarà il «digital champion» Riccardo Luna. Anche tra i padiglioni della Sapienza non mancheranno i contributi degli artigiani digitali romani e laziali. Sono circa sessanta i progetti provenienti dalla regione. Andrea Petroni, dottorando in Tecnologie dell’informazione, presenta un sistema di comunicazione sottomarina attraverso le onde acustiche. I ragazzi di FieldEffectLab hanno realizzato uno specchio interattivo che al mattino mostra le ultime notizie, i social network e il meteo, oltre a un guanto «bionico» che rileva i movimenti della mano.

Lo spirito dei maker non ha età, c’è ad esempio Alvaro Passeri, classe 1950, che presenta un pappagallo parlante robot e un’orchestra con fisarmoniche, mandolini e ciufoli che suonano da soli. Poi ci sono Lorenzo Di Donato e Stefano Nitti, ventenni di Roma, con i loro razzi da lanciare nel cielo per studi metereologici, e un altro studente, Guglielmo Lisi, che ha realizzato un kit per costruirsi una bicicletta in bamboo, ecologica come lo skate in aghi di pino di Davide Barreca. Tommaso Spagnoli, fondatore di SPQwoRk Factory, presenta una sofisticata macchina a stampaggio per modellare resine liquide. La Carlo Boschetto & Sons ha ideato un sistema a binari antigravità in grado di evacuare un grattacielo in pochi minuti in caso di incendio. Poi ancora plotter verticali per realizzare disegni enormi e tastiere musicali smontabili che stanno in una tasca. C’è anche Seismo Cloud, una rete di sismometri fai-da-te per rilevare i terremoti e mettere i dati in rete, oppure il kit di ruote e motore per trasformare il carrello del supermarket in uno scooter: «Il bolide della spesa». Frivole o utili, le idee non mancano.

Molte tra le soluzioni tecnologiche più attese puntano a risolvere problemi specifici. Come «Bob», incubatrice neonatale low cost da utilizzare in aree povere e difficilmente raggiungibili, ottenuta attraverso la stampa in 3D. O come il «telefonino» per sordo-ciechi formato da una mano robotica e una telecamera e il bastone per non vedenti che vibra quando c’è un ostacolo. Quando un’idea cambia la vita.

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