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Bergoglio e Salvini duellano sull'immigrazione

Bergoglio: "Chi non apre le porte ai migranti chieda perdono". Salvini:"Quanti sono i rifugiati che vengono accolti in Vaticano?"

Bergoglio e Salvini duellano sull'immigrazione

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Ghibellini e Guelfi nell'era 2.0: da una parte la Lega, dall'altra Papa Francesco, tema del duellare l'immigrazione e le responsabilità della politica. Ieri, da piazza San Pietro, il Pontefice ha lanciato il suo j'accuse: «Chiedete tutti perdono per le istituzioni e le persone che chiudono le loro porte a gente che cerca aiuto e cerca di essere custodita». Da Radio Padania gli è arrivata immediata la risposta di Matteo Salvini, leader leghista: «Il Papa mi piaceva, ora boh. C'è il Papa che dice chiediamo perdono per chi chiude la porta ai rifugiati... Ma quanti ce ne sono in Vaticano di rifugiati?». Certo «il rifugiato vero ha tutto il diritto di essere accolto ma i rifugiati veri sono un quarto di quelli che arrivano. Diciamo con rispetto al Papa che non abbiamo bisogno di essere perdonati, pecchiamo come tutti ma ci sentiamo buoni e generosi più di altri pseudo cattolici che dicono c'è posto per tutto il mondo». A dar manforte a Salvini poco dopo arriva il parlamentare leghista Roberto Calderoli: «Papa Francesco a mio avviso dovrebbe chiedere perdono per Renzi e Alfano in primis, per tutti quegli incoscienti che hanno favorito l'esodo di decine di migliaia di disperati verso l'Italia. Magari venga a trovarci domenica a Pontida, per ascoltare il popolo». Corsi e ricorsi: proprio da lassù, dal nord di Ponte di Legno, arrivò - era l'estate del 1997 - l'attacco di Umberto Bossi a Papa Wojtyla: «Sono lontani - disse il Senatur - i tempi di Giovanni XXIII, il quale diceva che erano finiti gli interessi della Chiesa nella politica. Adesso è arrivato il Papa polacco, che ha portato la Chiesa ad interessarsi molto di più del potere temporale». Apriti cielo, tutti in difesa di Wojtyla, persino quel comunista di Armando Cossutta. Roba da dover riscrivere Peppone e Don Camillo.

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