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19/03/2015 06:06

APPALTI E MAZZETTE / LE INTERCETTAZIONI

Oltre a Rolex e vestiti l’appoggio elettorale del clero alle europee

Cavallo, Perotti, Monsignor Gioia e l’impegno con gli istituti religiosi

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La raccomandazione del Ministro per far lavorare il figlio. I regali elargiti al capo del Dicastero. Sacerdoti in campo per raccogliere voti per le elezioni europee. Tutto ciò ruoterebbe intorno a Maurizio Lupi. Il nome del Ministro emerge dalle decine di migliaia di atti che compongono l'inchiesta dei pm fiorentini sul «Sistema» che sarebbe stato messo in atto per gestire gli appalti delle Grandi opere progettate nel Belpaese già dagli anni '90 e che ha portato i carabinieri del Ros a notificare 4 ordinanze di custodia cautelare e all'iscrizione da parte dei pm toscani di altre 47 persone. A fare emergere i presunti favori chiesti e ricevuti dal capo del Dicastero, sono alcune intercettazioni contenute nella richiesta di ordinanza di custodia cautelare.

 

 

UN POSTO PER LUCA LUPI È l'8 gennaio del 2014 quando vengono registrate le conversazioni tra Maurizio Lupi ed Ercole Incalza, tra Incalza e Stefano Perotti e tra quest'ultimo e Cavallo. «Emerge che l'interessamento del Perotti veniva attivato da Incalza Ercole (il quale a sua volta aveva incontrato Lupi Luca su richiesta del Ministro Lupi) e che lo stesso Perotti informava di ciò Cavallo Francesco, quest'ultimo, lo stesso giorno 8 gennaio, contattava Luca Lupi per “organizzare un po' di cose”», scrivono gli inquirenti nel documento di oltre 700 pagine.

 

 

OMAGGI DI NATALE Negli stessi atti vi è anche un elenco di presunti regali che sarebbero stati elargiti alla famiglia del Ministro e al suo entourage. «Cavallo Francesco, indicato da Giulio Burchi come “l'uomo di Lupi” nella conversazione del primo novembre 2013 – scrivono i procuratori del capoluogo toscano - risulta in effetti in stretti rapporti con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi e con i componenti della segreteria del Ministro, identificati in Nicola Bonaduce, Emmanuele Forlani e Marco Lezzi. Dalle conversazioni telefoniche intercettate – continua l'atto - emergono molteplici contatti e incontri, anche conviviali, nonché l'organizzazione di una cena volta a reperire “fondi” nell'interesse del Ministro, la fornitura di abiti sartoriali in favore di Lupi, di suo figlio Luca e dei suoi segretari e l'acquisto di regali natalizi in favore dello stesso Ministro e del suo entourage». Oltre all'abito, secondo gli inquirenti Cavallo era solito acquistare regali «corrisposti a terzi (tra cui il ministro Lupi e il suo entourage)». E ancora: «Cavallo acquista orologi di rilevante valore economico». I successivi bonifici necessari alla fatturazione hanno una causale ben precisa: «Donazione per omaggi di Natale». Inoltre, nel novembre 2013, Cavallo fa un ordine di dolciumi per un importo di 962 euro. «Il 13 dicembre 2013, Cavallo ordina alcune borse a Milano, per un importo complessivo di 1680 euro». Sempre dalle carte degli inquirenti, emerge che il 20 dicembre 2013, «Cavallo comunica a Altieri Gaetano(...) che a “Bonaduce” (segreteria del Ministro Lupi) ci pensa lui, riferendosi con ogni evidenza ad un regalo natalizio». «Il 23 dicembre 2013, Cavallo comunica a Bonaduce di aver dato a “Forlo”, appellativo riferito a Forlani Emmanuele (segreteria del Ministro Lupi) un pensiero del valore di circa 7/8 mila euro». E anche quando, nel gennaio 2011, a Bari, il ministro Lupi organizza un incontro politico e una successiva riunione «super riservata», «Cavallo si attiva per procurare un biglietto aereo (tratta Milano-Bari) alla moglie del Ministro Lupi, Emanuela Dalmiglio, il prezzo di questo biglietto è di 447 euro». Gli inquirenti concludono scrivendo che «non è dato sapere se tale spesa sia stata rimborsata».

 

ELEZIONI EUROPEE È il 2 maggio 2014 quando i carabinieri del Ros intercettano conversazioni tra Cavallo, Perotti e monsignor Gioia. In questa telefonate emergerebbe che i tre si sarebbero prodigati per raccogliere voti in favore di Maurizio Lupi «per le europee». Gioia: «Mi dovete far sapere chi porta il “capo” per le europee...perché io... io non so nulla ancora ... no ma è urgente che ce lo diciate anche perché se devo poi avviarmi per alcuni istituti religiosi...del mio entourage... no? per segnalare...».

Augusto Parboni






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