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Caterina Simonsen: "Grazie a chi mi sta difendendo"

La studentessa di veterinaria padovana di 25 anni colpita da 4 malattie rare, dopo le offese ricevute per aver difeso i test sugli animali, invita a riflettere: ragioniamo, non offendiamo

Caterina Simonsen: "Grazie a chi mi sta difendendo"

Caterina Simonsen

È bastata una foto pubblicata su Facebook per scatenare una valanga di insulti, minacce di morte, improperi che le sono arrivati addosso come una doccia fredda. Schiaffi in faccia al suo dolore. “Puoi morire pure domani, per te non sacrificherei nemmeno il mio pesce rosso”, è uno dei tanti commenti, forse il più esaustivo, che i “nazi-animalisti”, come lei stessa li ha definiti, le hanno vomitato addosso dopo che ha deciso di postare sulla sua pagina Facebook un messaggio che era un appello pacato - frutto di una condizione umana non priva di una certo grado di sofferenza - a ragionare sull'utilità della sperimentazione animale come male inevitabile per i progressi della ricerca scientifica, almeno a questo stato delle nostre conoscenze. Caterina Simonsen ha 25 anni, è una studentessa di Padova, ed è affetta da ben quattro malattie genetiche rarissime, di quelle che nella popolazione europea hanno una prevalenza inferiore alla soglia dello 0,05 per cento. La sua vicenda, intima e personale, è finita nel polverone di un dibattito pubblico spesso accecato da prese di posizione violente. Caterina ha deciso di svelare la sua storia al “grande pubblico” tramite il social network, dove ha pubblicato una foto che la ritraeva con il respiratore sulla bocca e con un foglio in mano dove era scritto: “Io, Caterina S. ho 25 anni grazie alla vera ricerca, che include la sperimentazione animale. Senza la ricerca sarei morta a 9 anni. Mi avete regalato un futuro”.

Tanto è bastato perché contro di lei – che per paradosso studia veterinaria, a Bologna, è un'animalista convinta e si professa contraria alla caccia e alle pellicce – si scatenasse un tam-tam di insulti talmente pesanti (“se crepavi da bambina non fregava niente a nessuno” è stata un'altra risposta) da indurla a chiedere alla polizia postale di cancellarli dal web. E sulla vicenda si è aperto un dibattito in cui sono finiti politici, animalisti e nemici degli animali, medici, scienziati, ognuno con la propria convinzione e il proprio punto di vista da sventolare con la forza della fede più cieca, "per partito preso" come ha detto Caterina. Perfino Matteo Renzi si è sentito in dovere di dire la sua. Da twitter, il segretario del Partito democratico ha scritto: “Voglio dirlo con tutta la mia forza: #iostoconcaterina”. Un messaggio di solidarietà illustre, questo, che si è sommato agli altri che in tanti le hanno mandato per incoraggiarla nella sua battaglia. Non contro gli animali, ma contro i batteri e le sue malattie. Le condizioni di Caterina, infatti, poco prima del Natale, si sono aggravate ulteriormente. L'infezione ai polmoni stavolta è arrivata in forma più grave rispetto al passato, e  proprio durante la bufera mediatica in cui si è cacciata. Caterina adesso è ricoverata, e passerà il Capodanno al reparto di pneumologia del Policlinico di Padova. In risposta agli insulti ricevuti, ha postato un video in cui si è commossa mentre spiegava di essere finita in rianimazione per ben quattro volte, in cui ha mostrato i farmaci che le permettono di restare in vita e in cui ha cercato di spiegare anche le sue ragioni: “Vi faccio vedere come si vive con le mie malattie, e dopo gli oltre 30 auguri di morte e oltre 500 offese, io metto a nudo la mia realtà perché voi capiate che l'unica mia colpa in tutto ciò sia stata curarmi senza uccidere nessuno direttamente”.

Il medico che adesso ha in cura Caterina, Andrea Vianello, direttore di fisiopatologia respiratoria all’ospedale dell’università di Padova, ha detto al Corriere della Sera che la ricerca e la sperimentazione sugli animali sono “vitali, indispensabili, in questi casi”, e che “in alcune fasi” della sperimentazione “l’utilizzo di animali è la norma”.

Caterina, dall'ospedale, è tornata su Facebook a ringraziare chi le ha espresso solidarietà in questi giorni: “Oggi va così così. Le giornate in ospedale sono sempre lunghe... Ancora molto stanca e ko. Grazie a chi mi sta difendendo”. E poi ha argomentato: “Mai offendere, mai augurare brutte cose, riflettere prima di scrivere, verificare l’attendibilità delle fonti. Volevo sottolineare che io in primis mi auguro al più presto che ci siano modelli che sostituiscano in toto la sperimentazione animale, che però oggi sono solo prototipi. E sicuramente 25 anni fa non esistevano neanche. Senza voler creare ulteriore polemica, vi invito tutti alla ragione e a non prendere posizione, che possa essere pro così come contro la sperimentazione animale (usiamo i termini giusti, fa parte dell'informazione, la vivisezione, termine che piace tanto, è illegale) per partito preso senza esservi informati prima”.

Anche l'Agenzia Italiana del Farmaco in nota esprime la sua “solidarietà e affettuosa vicinanza” a Caterina Simonsen per aver difeso la sperimentazione pre-clinica che ha consentito di sviluppare le terapie grazie a cui lei, e tutte le altre persone al mondo in terapia farmacologica, si curano giornalmente.

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