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L’esortazione del Papa chiude l’Anno della Fede

Tre segni simbolici per concludere l’Anno della Fede, tra cui la consegna dell’esortazione apostolica di Papa Francesco «Evangelii gaudium». Il primo sarà la visita che giovedì alle 16.45 il...

Tre segni simbolici per concludere l’Anno della Fede, tra cui la consegna dell’esortazione apostolica di Papa Francesco «Evangelii gaudium». Il primo sarà la visita che giovedì alle 16.45 il Pontefice farà alle monache camaldolesi all’Aventino, il colle sul quale si hanno le prime tracce di vita monacale femminile a Roma. Come ha spiegato mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione, «queste monache, a partire dal Concilio Vaticano II, hanno rivisitato la loro regola» per tornare «alle origini». Il secondo segno sarà, sabato 23 alle 16.30, l’incontro dedicato ai catecumeni, cioé a coloro che in età adulta hanno iniziato il cammino di fede che li condurrà al battesimo. Il Papa accoglierà 35 candidati all’ingresso della basilica di S. Pietro e rivolgerà loro le domande «canoniche» del rito. Saranno presenti circa 500 catecumeni, provenienti da 47 Paesi, tra cui Cuba e Cina. «Un momento - ha detto mons. Fisichella - che potrà diventare una provocazione per riscoprire la novità della fede». Infine, l’atto conclusivo, domenica, solennità di Cristo Re che chiude l’anno liturgico. Per la prima volta saranno esposte in pubblico le reliquie dell’Apostolo Pietro, donate a Paolo VI nel 1971 e conservate nella cappella dell’appartamento pontificio. Poi il Papa consegnerà l’esortazione apostolica, che resterà sotto embargo fino alla presentazione ufficiale di martedì. Si sa però che conterrà riferimenti al Sinodo dello scorso anno sulla nuova evangelizzazione e al rapporto tra evangelizzazione e comunicazione. Infine, come atto concreto di carità, ci sarà una raccolta di fondi a favore delle vittime del tifone Haiyan che ha colpito le Filippine. «I frutti di questo Anno si vedranno - ha risposto mons. Fisichella a una domanda - Quel che è certo è che è stato vissuto con grande intensità. Abbiamo ricevuto testimonianze commoventi, anche sul sito. Come quella di Marie Cecil, del Niger, dove i cattolici sono l’1%. Ci ha detto che non si sentirà più sola dopo "un’esperienza di fede che non avrei mai neppure immaginato". In tutto il mondo, parlando con i vescovi, abbiamo visto la vivacità di una fede vissuta con convinzione e ci auguriamo che porti molto frutto in futuro». Quanto all’evento più significativo, secondo l’arcivescovo è stato «l’adorazione eucaristica in contemporanea in tutto il mondo sull’ora di Roma. Ho studiato a lungo Von Balthasar. Uno dei suoi libri s’intitola "Il cuore del mondo". Quella sera ne ho capito il significato, grazie a una contemporaneità che sembrava impensabile e che invece si è realizzata: Cristo è il cuore del mondo».

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