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«I giovani sono il motore della Chiesa e della società»

Bagno di folla per il Papa nel santuario mariano di Aparecida Francesco benedice i fedeli con la statuetta ricevuta in regalo

Francesco ha messo i giovani, la Giornata Mondiale della Gioventù, il Brasile e tutto il suo pontificato nelle mani della Madonna di Aparecida, promettendo di tornare nel santuario nel 2017, quando si celebreranno i 300 anni del ritrovamento della statuetta. Del resto alla patrona del Brasile, Bergoglio è particolarmente legato. Il documento della conferenza episcopale latinoamericana del 2007, che si svolse proprio ad Aparecida, porta la sua impronta e di fatto rappresenta un programma che il Papa sta applicando alla Chiesa intera. Il Pontefice ha già mostrato con diversi gesti la sua devozione mariana. Ma è stato impressionante il modo in cui ieri si è raccolto in preghiera davanti alla statuetta di terracotta venerata da milioni di pellegrini. Pochi minuti in silenzio, in piedi, ma con uno sguardo che lasciava capire l’intensità del suo dialogo personale con la Madonna. Francesco però è andato oltre, senza paura di mostrare quella tenerezza a cui spesso fa riferimento. Prima ha portato dei fiori arancioni alla Madonna. Poi, quando all’inizio della Messa nel santuario gremito (può ospitare 45.000 fedeli ma moltissimi erano nel piazzale, sotto la pioggia) il cardinale Damasceno Assis, arcivescovo di Aparecida e presidente della conferenza episcopale brasiliana, gli ha donato una copia della statuetta della Madonna, l’ha baciata teneramente. E ancora, alla fine della celebrazione ha benedetto i fedeli con l’icona mariana e ha lasciato l’altare tenendola in braccio, con grande affetto, lasciandola poi nelle mani del cerimoniere, mons. Marini, solo per abbracciare e baciare i disabili che si trovavano in prima fila. Infine, quando si è affacciato dal balcone del santuario, parlando a braccio in spagnolo, ha chiesto alla folla: «Vediamo se mi capite: una madre si dimentica dei suoi figli?». In risposta ha avuto un boato: «No!». E ha affidato i presenti alla Vergine, benedicendo anche loro con la statuetta e invitando ad applaudire la Madonna.

Quella di ieri doveva essere una giornata di riposo per il Papa ma Francesco ha voluto con forza questa tappa mariana. Servita a dare le prime «linee guida» della Gmg. La scelta prioritaria per i poveri è stata in qualche modo rimarcata dal card. Damasceno Assis nel suo saluto al Pontefice: «Il colore nero dell’immagine mariana - ha detto - secondo gli studiosi, è probabilmente il risultato del fango del fiume e del fumo delle candele. Ma è stato anche interpretato come un riferimento alle sofferenze dei poveri e degli esclusi, specialmente del popolo nero, nel corso della storia del Brasile. Vederlo nel volto della Madre Immacolata di Nostro Signore risveglia continuamente la nostra Chiesa affinché s’impegni con i poveri, e sia a sua volta povera, per evangelizzare».

Nell’omelia, il Pontefice ha prima di tutto esortato a «mantenere la speranza. Quante difficoltà ci sono nella vita di ognuno, nella nostra gente, nelle nostre comunità, ma per quanto grandi possano apparire, Dio non lascia mai che ne siamo sommersi. Davanti allo scoraggiamento che potrebbe esserci nella vita, in chi lavora all’evangelizzazione oppure in chi si sforza di vivere la fede come padre e madre di famiglia, vorrei dire con forza: abbiate sempre nel cuore questa certezza: Dio cammina accanto a voi, in nessun momento vi abbandona! Il "drago", il male, c’è nella nostra storia, ma non è lui il più forte. Il più forte è Dio, e Dio è la nostra speranza!». Il Papa ha sottolineato come tutti, e i giovani in particolare, sentano il richiamo dei moderni idoli: denaro, successo, potere, piacere. Ma ha invitato ad avere «uno sguardo positivo sulla realtà. Incoraggiamo la generosità che caratterizza i giovani, accompagnamoli nel diventare protagonisti della costruzione di un mondo migliore: sono un motore potente per la Chiesa e per la società».

Poi Francesco, riprendendo la storia del ritrovamento della Madonna Aparecida, con la testa spezzata, da parte di tre pescatori dopo un giorno di lavoro senza risultati, ha invitato a «lasciarsi sorprendere da Dio». «Chi - si è chiesto - avrebbe mai immaginato che il luogo di una pesca infruttuosa sarebbe diventato il luogo in cui tutti i brasiliani possono sentirsi figli di una stessa Madre? Dio sempre stupisce» ma chiede «che noi ci lasciamo sorprendere dal suo amore. Fidiamoci di Dio!». Infine, ha ribadito la necessità, per i credenti, di «vivere nella gioia. Il cristiano non può essere pessimista!». E ha citato il discorso tenuto proprio ad Aparecida da Benedetto XVI il 13 maggio 2007 ai vescovi latinoamericani: «Il discepolo è consapevole che senza Cristo non c'è luce, non c'è speranza, non c'è amore, non c'è futuro». Dopo la Messa, il Papa ha lanciato un nuovo tweet: «Non dimentichiamolo mai, ragazzi: la Vergine Maria è la nostra mamma ed è con il suo aiuto che possiamo rimanere fedeli a Gesù».

Tra le tante persone che Francesco ha salutato al termine del rito c’era anche la coppia di coniugi che gestisce l’albergo dove il card. Bergoglio alloggiò nel 2007: con loro il Papa è stato particolarmente affettuso, così come con i rappresentanti delle altre religioni presenti nel santuario. Il Pontefice, che ha celebrato insieme ai vescovi della provincia (quelli presenti alla Gmg sono invece rimasti a Rio per le catechesi), ha poi pranzato nel seminario Bon Jesus, dove ha benedetto un’immagine di Frei Galvao, il primo santo brasiliano, canonizzato da Benedetto XVI. Nel pomeriggio è tornato a Rio dove era in programma la visita nell’ospedale Saõ Francisco de Assis.

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