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Pro-Stamina in piazza. «Non staccateci la spina»

«Siamo pronti a morire qui, davanti a tutti». Fa caldo.Caldissimo. A Roma ci sono almeno 35 gradi. Non tira un alito di vento. Non c’è ombra. Un vero inferno. Piazza Montecitorio è bollente. Ci...

Pro-Stamina in piazza. «Non staccateci la spina»

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«Siamo pronti a morire qui, davanti a tutti».

Fa caldo. Caldissimo. A Roma ci sono almeno 35 gradi. Non tira un alito di vento. Non c’è ombra. Un vero inferno. Piazza Montecitorio è bollente. Ci sono i turisti. E qualcuno pronto a morire lì.

È Sandro Biviano. Trentasette anni, siciliano, affetto, come i suoi fratelli, da distrofia muscolare. È l’uomo simbolo delle proteste a favore del metodo Stamina. E ieri, insieme ad altre cento persone, stava manifestando, incatenato a Montecitorio. Chiede, come tanti altri malati, come tantissimi familiari, che si faccia chiarezza. Chiede di essere curato, una legge ad personam, così com’era accaduto per Eluana Englaro. Chiede soltanto di poter vivere.

«Invito chi può a portare due bare – ha detto Sandro – perché da Roma io e mio fratello Marco andremo via solo o con la possibilità di curarci con il metodo Stamina, insieme alle nostre due sorelle anche loro malate, o da morti. Durante le proteste avevamo avuto un incontro con la senatrice del Pdl Bonfrisco, che ci aveva promesso di farci ricevere dalla Lorenzin. Ma i giorni passano e non ci sono segnali che il ministro voglia riceverci o ascoltarci. Al contrario. E nel frattempo la gente muore. Non mi sposto da qui finché il ministro non mi riceverà e non si impegnerà a modificare il decreto per la sperimentazione del metodo Stamina». La protesta è andata avanti per tutta la mattinata, mentre un manipolo di «eroi» non ha mollato. Momenti di tensione ci sono stati quando alcuni manifestanti hanno tentato di entrare alla Camera. Un uomo e una donna si sono staccati dal gruppo e sono arrivati fino al portone. Attacchi, duri, alla politica. Ma soprattutto una richiesta di aiuto.

L’appello è stato raccolto dall’on. Ignazio La Russa che ha autorizzato l’accesso alla donna e si è confrontato con lei. Come hanno fatto più tardi le deputate Paola Binetti (Udc), Marisa Nicchi (Sel) e Serena Pellegrino (Sel), le quali hanno incontrato malati e familiari e assicurato che presenteranno un’interpellanza urgente al ministro perché si valuti cos’è possibile fare nel più breve tempo possibile.

Ora, dopo le parole, i malati aspettano i fatti. Aspettano un incontro tra il prof. Davide Vannoni, fondatore di Stamina, e il Governo. Il 1° agosto Vannoni dovrebbe consegnare il metodo per la sperimentazione ma «solo – aveva precisato nei giorni scorsi – se sarà garantita trasparenza». La stessa trasparenza che attendono in tanti.

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