cerca

Il ritorno in America Latina 26 anni dopo Buenos Aires

La Giornata mondiale della Gioventù torna in America Latina a distanza di 26 anni. Fu proprio in Sudamerica, per la precisione a Buenos Aires, a «casa» di Papa Bergoglio, che si svolse la prima Gmg...

La Giornata mondiale della Gioventù torna in America Latina a distanza di 26 anni. Fu proprio in Sudamerica, per la precisione a Buenos Aires, a «casa» di Papa Bergoglio, che si svolse la prima Gmg lontano da Roma. Nel centro della cristianità si era svolta la prima edizione della Giornata, un’idea nata tra il 1983 e il 1984. In occasione del Giubileo straordinario della redenzione, infatti, voluto da Giovanni Paolo II per celebrare i 1950 anni della Resurrezione di Gesù, si tenne anche il Giubileo internazionale della Gioventù, nella Domenica delle Palme, che introduce la Settimana Santa. In quell'occasione, arrivarono a Roma circa 300.000 ragazzi, che furono ospitati anche da 6.000 famiglie romane. Il Pontefice consegnò loro una croce di legno per simboleggiare «l'amore del Signore per l'umanità e l'annuncio che solo in Cristo morto e risorto c'è salvezza e redenzione», come spiegò il beato Wojtyla. In seguito, l’Onu proclamò il 1985 Anno internazionale della Gioventù e il Papa decise di istituire per l'anno seguente la Giornata Mondiale della Gioventù, che si tenne appunto a Roma. Fu il primo di una serie di incontri destinati a mobilitare ragazzi in tutto il mondo.

Già l’anno dopo, a Buenos Aires, Papa Giovanni Paolo II incontrò oltre un milione di giovani. A seguire, l’evento fu organizzato in due località tradizionalmente meta di pellegrinaggi molto sentiti. Nel 1989 la scelta cadde su Santiago de Compostela, in Spagna; due anni più tardi Giovanni Paolo II riuscì finalmente ad abbracciare i giovani nella sua Polonia, davanti alla Madonna Nera di Czestochowa, immagine tanto venerata dal Papa che sarà presto dichiarato santo. In quella circostanza per la prima volta furono presenti giovani russi, dopo la caduta del muro di Berlino.

Successivamente la Gmg fece tappa a Denver, negli Stati Uniti, nel 1993, quindi nelle Filippine, a Manila, dove si è registrato quello che fino ad ora è il record di partecipazione con oltre quattro milioni di persone. Nel 1997 si torna in Europa, a Parigi, capitale della laicissima Francia e dove invece la risposta dei giovani è ancora una volta un segno di speranza. Nella Gmg francese si registra un’importante innovazione: per la prima volta il Papa celebra la Via Crucis. Il 2000 è l'anno del Grande Giubileo ed è inevitabile tornare a Roma: nell’immensa spianata del campus universitario di Tor Vergata arrivano oltre due milioni di giovani, che Giovanni Paolo II definisce «sentinelle del mattino» che vigilano sul nuovo millennio e sul secolo che inizia. «Questo chiasso ha sentito Roma e non lo dimenticherà mai!» gridò il Papa, già segnato dalla malattia ma che ritrovava insospettabile vigore quando si trovava in mezzo ai suoi «papaboys». Toronto, in Canada, nel 2002 fu l’ultima Gmg con Giovanni Paolo II; quella successiva, a Colonia, nel 2005, fu preparata dal Papa polacco ma venne presieduta dal successore, Benedetto XVI, proprio nella sua Germania. Papa Ratzinger ha celebrato altre due Giornate mondiali della Gioventù, quella del 2008 che per la prima volta ha toccato l’Oceania, per la precisione Sidney, in Australia, e quella del 2011, che ha visto il ritorno in Spagna, a Madrid, con la commovente veglia sotto una pioggia battente che ha non spaventò i due milioni di giovani giunti a Cuatro Vientos per pregare insieme a Benedetto.

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500