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Allarme del Papa: rischiamo una generazione senza lavoro

«In Brasile per incontrare i giovani, sono il futuro» Paura per l’auto del Pontefice presa d’assalto dalla folla

Intrappolato nelle strade di Rio. Incredibile quello che è accaduto ieri a Papa Francesco durante il tragitto in auto dall’aeroporto a Palazzo Guanabara. Il corteo papale è stato ripetutamente bloccato dalla folla entusiasta, complici il traffico caotico e un’organizzazione approssimativa, mentre gli uomini della scorta hanno faticato in maniera incredibile per garantire la sicurezza del Pontefice. Che peraltro ha sempre tenuto il finestrino abbassato per salutare tutti. Dopo il trasbordo da un’utilitaria alla jeep scoperta, la sicurezza vaticana ha convinto il Papa a salire su un elicottero per raggiungere il palazzo del Governatorato, in una zona periferica di Rio, dove c’è stato il saluto ufficiale. Come se non bastasse, a creare ulteriore apprensione la notizia di un ordigno esplosivo artigianale trovato in un bagno di un parcheggio del santuario di Aparecida che il Papa visiterà Domani. L’esercito brasiliano ha fatto brillare la bomba.

Ieri mattina Francesco si era presentato all’aeroporto Leonardo da Vinci come un viaggiatore qualsiasi: dopo aver «preteso» che non ci fossero allestimenti speciali sul volo che doveva portarlo in Brasile per la Giornata Mondiale della Gioventù, è sceso dall’elicottero sulla pista di Fiumicino portando di persona il suo bagaglio a mano, una borsa nera che ha continuato a impugnare mentre dialogava con il presidente del Consiglio Letta, giunto a salutarlo, e poi sulla scaletta che lo ha portato sull’aereo dell’Alitalia. Il Papa ha rivolto il suo pensiero ai giovani già prima del lungo viaggio: «Sto arrivando in Brasile fra qualche ora e il mio cuore è già pieno di gioia perché presto sarò con voi a celebrare la 28ª GMG» ha scritto su Twitter. Poi, sull’aereo, ha lanciato un allarme: «Corriamo il rischio di avere una intera generazione che non avrà mai un lavoro» ha detto ai giornalisti presenti sul volo verso Rio. Ribadendo concetti già espressi, il Pontefice ha sottolineato la gravità della situazione occupazionale e le sue ricadute morali oltre che economiche: dal lavoro, ha ripetuto, «viene la dignità personale di guadagnarsi il pane. La crisi mondiale non fa cose buone con i giovani». Francesco ha raccontato di aver letto le statistiche dalle quali si evince che non sarà facile per i disoccupati di oggi trovare domani un impiego. Ma la visione «globale» del Papa è andata oltre: «Siamo abituati - ha denunciato - a questa cultura dello scarto: con gli anziani si fa tanto spesso, ed è un'ingiustizia perché li lasciamo da parte, come se non avessero niente da darci, e invece ci trasmettono la saggezza e i valori della vita, l'amore per la patria, per la famiglia: tutte cose di cui abbiamo bisogno. Ma ora tocca anche ai giovani. Dobbiamo tagliare questa abitudine di scartare le persone» ha ribadito il Papa proponendo in alternativa «una cultura dell'inclusione. In Brasile - ha aggiunto - vado a incontrare i giovani del mondo. Vorrei trovare i giovani non isolati dalla loro vita, ma inseriti nel tessuto sociale: perché quando li isoliamo, togliamo loro l'appartenenza alla famiglia, alla patria, alla cultura, alla fede. Sono il futuro perché hanno la forza, andranno avanti». Il Papa a bordo dell’aereo ha salutato i giornalisti: «Non do interviste, non posso farlo: per me è un po’ faticoso. Vi chiedo di aiutarmi per il bene della società». È toccato alla «decana» dei voli papali Valentina Alazraki rivolgere un saluto al Papa, e nel farlo ha scherzato sulla «pericolosità» dei giornalisti, citando l'episodio biblico di Daniele nella fossa dei leoni. Francesco, dopo i saluti, ha ripreso l’idea: «Ho visto che i leoni non erano tanto feroci». Valentina ha donato al Papa, a nome dei giornalisti, una piccola statua della Madonna di Guadalupe. Altro simpatico scambio di battute con una giornalista carioca: «Già Dio è brasiliano - ha detto citando un proverbio - volevate anche il Papa?». Francesco è stato accolto dalla presidente Dilma Rousseff ed ha abbracciato l’arcivescovo di Rio, mons. Tempesta.

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