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Francesco: accompagnatemi a Rio con le preghiere

Il Papa durante l'Angelus in piazza San Pietro prima della partenza per la 28esima giornata mondiale della Gioventù

Francesco: accompagnatemi a Rio con le preghiere

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"Vi chiedo di accompagnarmi spiritualmente e con la preghiera nel viaggio che compio a partire da domani. Come sapete mi recherò a Rio de Janeiro, in Brasile, in occasione della 28esima giornata mondiale della Gioventù". Lo chiede ai fedeli Papa Francesco, al termine dell'Angelus in Piazza San Pietro. "Ci saranno tanti giovani, da tutte le parti del mondo e penso che questa si può chiamare la settimana della gioventù" dove "i protagonisti saranno i giovani. Tutti coloro che vengono laggiù vogliono sentire la voce di Gesù: 'Signore, cosa devo fare della mia vita? Quale strada per me?'". "Anche voi, non so se ci sono giovani qui inpiazza, ci sono giovani? - chiede il Papa richiamando gli applausi e le grida di entusiasmo dei ragazzi presenti a San Pietro - fate la stessa domanda al Signore: 'Signore, cosa devo fare della mia vita?' Affidiamo all'intercessione della beata Vergine Maria, tanto amata e venerata in quel Paese, queste domande, quello che faranno i giovani laggù e quello che farete voi".

Nel breve discorso prima dell'Angelus il Papa ha sottolineato che "l'ascolto della parola del Signore, la contemplazione, e il servizio concreto al prossimo non sono due atteggiamenti contrapposti, ma, al contrario, sono due aspetti entrambi essenziali per la nostra vita cristiana".  Per il Pontefice, infatti, preghiera e azione sociale "sono aspetti che non vanno mai separati, ma vissuti in profonda unità e armonia". "Cari fratelli e sorelle, anche nella nostra vita cristiana - ha chiesto - preghiera e azione siano sempre profondamente unite". Secondo Francesco, "una preghiera che non porta all'azione concreta verso il fratello povero, malato, bisognoso di aiuto, in difficolta', e' una preghiera sterile e incompleta". "Ma - ha ammonito il nuovo Pontefice - allo stesso modo, quando nel servizio ecclesiale si e' attenti solo al fare, si da' piu' peso alle cose, alle funzioni, alle strutture, e ci si dimentica della centralita' di Cristo, non si riserva tempo per il dialogo con Lui nella preghiera, si rischia di servire se stessi e non Dio presente nel fratello bisognoso". 

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