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Assolto l’ex generale del Ros Mario Mori

Il verdetto è arrivato dopo più di cento udienze e cinque anni di dibattimento

 

 

 

«Il fatto non costituisce reato»: con questa formula il tribunale di Palermo ha scagionato l'imputato dall'accusa di non avere catturato, ad ottobre del ’95 il boss Bernardo Provenzano consentendogli, così, di rimanere latitante. Assolto anche il colonnello Mauro Obinu. Entrambi erano accusati di favoreggiamento aggravato dall'agevolazione a Cosa nostra. La sentenza è stata pronunciata, dopo circa sette ore e mezza di camera di consiglio, dalla quarta sezione del tribunale presieduta da Mario Fontana, alla presenza dei due ufficiali. L'accusa aveva chiesto 9 anni per l'ex generale del Ros Mori e 6 anni e mezzo per il coimputato. La formula assolutoria è stata: «perché il fatto non costituisce reato».

Il generale non ha voluto commentare la sentenza. No comment anche del coimputato, anche lui assolto, il colonnello Mauro Obinu. Ad ascoltare il dispositivo una decina di esponenti del movimento Agende rosse alcuni dei quali al momento della lettura hanno gridato: «vergogna».

«È inutile negarlo, siamo tutti amareggiati...». Così il Procuratore aggiunto di Palermo, Vittorio Teresi ha commentato la sentenza di assoluzione del egenrale Mario Mori e del colonnelo Mauro Obinu. «Faremo appello perchè non condiviiamo la sentenza - dice - certamente la rispettiamo ma non la condividiamo». Sugli atti trasmessi in procura con le deichiarazioni di Massimo Ciancimino e Michele Riccio, Teresi spiega: «Una decisione di coerenza con il ragionamento che ha fatto il Tribunale, ma sono tutte ipotesi. Il Tribunale evidentemente non ha creduto a quei testi e ritiene che possano essere elementi di valutazione da parte della Procura». «Adesso si tratta di capire i punti di vista di chi, come il Tribunale, ha analizzato le carte. In tutti i processi si può vincere e si può perdere ma sono importanti le motivazioni», dice ancora. Alla domanda se si aspettavano un’assoluzione, Teresi replica: «Ci può stare, qualunque processo finisce con un'assoluzione o condanna».

«Noi eravamo convinti di essere nel giusto. C'è stato qualche timore ad un certo punto. Ma i giudici con questa sentenza di assoluzione hanno dimostrato di essere autonomi. Hanno agito con autonomia, leggendo le carte», ha detto Basilio Milio, uno degli avvocati di Mario Mori e Mauro Obinu, e figlio di Piero, storico difensore scomparso 3 anni fa.

Poco più di 5 anni. Tanto è durato il processo di primo grado al generale Mario Mori e al colonnello Mauro Obinu.

Era il 18 giugno 2008: il gip «impose» un procedimento che all'inizio la procura non voleva celebrare e che poi è diventato quasi fatalmente la premessa di quello in corso sulla trattativa tra Stato e mafia. Mori, ex capo del Ros ed ex direttore del Servizio segreto civile, e Obinu sono accusati del mancato blitz di Mezzojuso: per la Dda di Palermo, si sarebbe potuto catturare Bernardo Provenzano già il 31 ottobre 1995, secondo quanto detto dal confidente Luigi Ilardo al colonnello Michele Riccio, piazzando un micidiale uno-due a Cosa nostra dopo l'arresto un paio d'anni prima di Totò Riina. Bisognerà invece attendere altri undici anni.

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