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Due fratellini carbonizzati Forse la vendetta del padre

Incendio divampato nella cameretta. Ustionato l’uomo

BRESCIA Davide e Andrea, due bambini di 9 e 13 anni, erano in casa con il papà Pasquale, a Ono San Pietro, in Val Camonica. Una giornata come le altre. Poi, alle 10,15, è divampato un incendio nella loro cameretta, che si trova al piano terra di una palazzina di tre piani. I fratellini sono stati trovati carbonizzati dai vigili dei fuoco. Il padre è ricoverato con il 90 per cento delle ustioni sul corpo. La Procura di Brescia indaga per duplice omicidio. I genitori dei piccoli erano separati e il padre era stato denunciato dieci volte dalla ex moglie per stalking. «Una tragedia annunciata». Così l’ha definita il legale della donna. Un anno fa, racconta l’avvocato, le disse: «L’unico modo che ho per farti del male è che mi porto via i bambini e te li ammazzo».

Davide e Andrea Iacovone stavano passando qualche giorno di vacanza nell’appartamento del padre. Erano passate da poco le 10 quando sono scoppiate le fiamme. L’abitazione è andata quasi interamente distrutta. La palazzina si trova in via Sacadur, in pieno centro. A dare l’allarme sono stati i vicini che hanno sentito un forte scoppio. Vigili del fuoco e sanitari del 118 non hanno potuto salvare i piccoli. Al loro arrivo erano già morti. Iacovone è stato portato in ospedale in elicottero.

A svelare contorni inquietanti è Pier Luigi Milani, il legale di Enrica Patti, ex moglie di Iacovone. Si erano separati quattro anni fa. Pasquale non si rassegnava all’idea di essere stato lasciato. Ripeteva in continuazione: «Gliela farò pagare». «Era uno stillicidio - racconta l’avvocato Milani - La insultava di continuo, anche davanti ai bambini. In pubblico diceva frasi del tipo "ti spacco la testa". Una volta, poi, aveva mostrato un grosso coltello da cucina al figlio più grande, dicendo che l’avrebbe usato per "uccidere la mamma. Così poi avrebbe avuto la mamma al cimitero e il papà in prigione"». «I servizi sociali - spiega l’avvocato - avevano avviato un provvedimento per revocare a Pasquale la patria potestà, anche contro il parere della madre, che temeva un ulteriore inasprimento dei rapporti». Proprio ieri mattina a Iacovone era arrivato il decreto di citazione per il processo penale per stalking per il 22 ottobre prossimo. È per tutti questi motivi che il legale non riesce a chiamarla una «disgrazia», preferendo definirla «tragedia annunciata».

Anche il sindaco di Ono San Pietro, Elena Broggi, ha più di un dubbio. Il primo cittadino conosce bene i coniugi Iacovone, e li ha descritti come una famiglia caratterizzata da una situazione «molto delicata e difficile». L’ex marito insisteva sul fatto che i bambini dovevano stare sempre con lui, li voleva vedere tutti i fine settimana. E la madre acconsentiva, anche perché con i piccoli era sempre stato «corretto», un padre normale. Nei giorni scorsi i bambini erano affidati a lui, «li avrebbe dovuti riportare alla madre domenica sera. Invece niente. Era sparito e non rispondeva al telefono». Inoltre, da gennaio sarebbe stato emesso nei suoi confronti un decreto di divieto di avvicinamento a Enrica e ai suoi familiari. «Ma lui lo ignorava sistematicamente».

Il fascicolo per duplice omicidio, aperto dalla procura di Brescia, è a carico di ignoti. Il pm Eliana Dolce ha spiegato che si tratta di «un atto dovuto» e ha smentito che sia stata trovata una tanica di benzina in casa. Il rogo si sarebbe sprigionato dalla cameretta dei bambini o vicino all’ingresso che separa la zona giorno dalla zona notte. Il parroco del paese, don Pierangelo, ha raccontato che a salvare Pasquale Iacovone sono stati i vicini: «La porta era sfondata dall’esplosione. Iacovone era in cucina. L’hanno estratto loro». «So che in questi giorni i piccoli, di cui il più grande gioca nella squadra del paese, erano con il padre - continua don Pierangelo - So che i bimbi sono stati estratti dalla loro cameretta. Li hanno trovati immobili. Il padre invece lo stavano già portando in ospedale. Quando ho incontrato la mamma mi è venuto da piangere. Era pietrificata dal dolore.

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