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«Giornata mondiale della gioventù una speranza per il Sudamerica»

Brasile Il presidente del Pontificio consiglio per i laici Rylko e la grande attesa per l’evento del 22 luglio a Rio de Janeiro

Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. La Chiesa si prepara a vivere la Giornata mondiale della gioventù in programma a Rio de Janeiro dal 22 luglio e cresce l'attesa per l'incontro con Papa Francesco, due anni dopo l'indimenticabile esperienza di Madrid con Benedetto XVI. L'organizzazione, come sempre, è affidata al Pontificio consiglio per i laici: il suo presidente, il cardinale Stanislaw Rylko, ci parla delle attese di questo grande evento.

La Chiesa punta molto sui giovani; in questi primi mesi di pontificato Papa Francesco si è rivolto spesso in maniera diretta a loro. Cosa rappresenta in quest'ottica la Gmg?

«Il dialogo con le giovani generazioni è molto importante per la Chiesa, che guarda ai giovani con grande speranza e Papa Francesco ha confermato questa linea fin dai primi giorni del suo Pontificato. Questo Papa ha una grande capacità di comunicare con i giovani, ma ha anche il coraggio di sfidarli, ponendo loro traguardi alti ed esigenti. Ricordiamo alcune sue espressioni accorate e incisive: "La giovinezza bisogna metterla in gioco per i grandi ideali", "A voi giovani dico: non abbiate paura di andare controcorrente e siate fieri di farlo..."».

È la prima Gmg di Papa Francesco: quali sono le attese e cosa resta delle precedenti esperienze con i suoi predecessori?

«La Gmg di Rio de Janeiro sarà il primo viaggio apostolico al di fuori dell'Europa di Papa Francesco, che senza esitazioni e con molto entusiasmo si è messo sulle orme del beato Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Con le Giornate Mondiali della Gioventù la Chiesa manifesta al mondo il suo volto giovane, pieno di gioia e di speranza. Papa Francesco ha detto ai giovani nella celebrazione della Domenica delle Palme: "Voi ci portate la gioia della fede e ci dite che dobbiamo vivere la fede con un cuore giovane!". La Chiesa e il mondo hanno bisogno della testimonianza di fede dei giovani! E ogni Gmg è una festa di fede giovane, piena di speranza e di slancio missionario».

La Gmg si svolge in Brasile con un Pontefice che per la prima volta arriva dal Sud America, il continente più "cattolico" della terra. Cosa pensa di questa singolare coincidenza?

«Senza dubbio, la Giornata di Rio presenta non poche novità. Prima di tutto, dopo 26 anni la Gmg ritorna in America Latina, dopo quella di Buenos Aires del 1987. È un evento voluto e preparato da Papa Benedetto XVI, ma viene presieduto dal primo Papa sudamericano! Le attese sono grandi, non solo da parte dei giovani, ma da parte di tutta la Chiesa - specialmente di quella che vive in America Latina. Ci ospiterà un continente giovane che, in questo momento, sta affrontando numerose sfide culturali, sociali, economiche nonché religiose (l'invasione delle sette!). Ha quindi bisogno di un nuovo soffio di speranza che viene da Cristo e dal suo Vangelo».

Siamo nel pieno dell'Anno della Fede, che fa seguito al Sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione. Qual è il ruolo dei giovani in questo contesto?

«La Gmg di Rio si iscrive organicamente nella celebrazione dell'Anno della Fede e ne costituirà un momento particolarmente eloquente. Papa Ratzinger vedeva nelle Gmg dei luoghi importanti, nei quali nasce un nuovo modo di essere cristiani, cioè un modo ringiovanito, pieno di gioia della fede. Egli diceva che le Gmg sono una specie di "medicina contro la stanchezza del credere", una stanchezza diffusa soprattutto nel mondo occidentale fortemente secolarizzato. Ogni Gmg porta anche un forte impulso missionario ed è veramente una "nuova evangelizzazione in atto" - come diceva ancora Papa Benedetto XVI - di cui protagonisti indiscussi ed efficaci sono proprio i giovani... Le Gmg mostrano un altro volto della gioventù di oggi, molto diverso da quello che viene trasmesso dai media: una gioventù cioè che ha il coraggio di affrontare le questioni essenziali della vita e cerca le risposte in Cristo e nella Chiesa, avendo come guida sicura il Successore di Pietro».

Dal punto di vista organizzativo com'è la situazione? Ci sono timori alla luce dei recenti incidenti che hanno caratterizzato lo svolgimento della Confederation's Cup di calcio? Quanti partecipanti sono attesi?

«Ogni edizione delle Gmg rappresenta, dal punto di vista organizzativo, una grande sfida. Ma devo dire che il Comitato Organizzatore Locale di Rio sta svolgendo il suo lavoro con generosità e intelligenza. La città di Rio de Janeiro è una metropoli di straordinaria bellezza. La stupenda statua del Cristo Redentore del Corcovado, con le braccia spalancate per accogliere tutti, è un'immagine particolarmente suggestiva per i giovani. La città di Rio poi è capace di grande ospitalità. Comunque, il luogo preparato per le celebrazioni principali è molto più grande di quello della Gmg di Madrid 2011. Sono anche fiducioso, che i problemi sociali, che stanno alla base delle recenti proteste, troveranno presto una giusta soluzione da parte del governo, e la Gmg si potrà svolgere senza difficoltà secondo il programma previsto».

Quali saranno i momenti salienti della prossima Gmg?

«Il programma della Giornata di Rio è molto ricco. Nei giorni che precedono l'apertura della GMG, è prevista la cosiddetta "Settimana missionaria", cioè i giovani convenuti da varie parti del mondo potranno visitare diverse diocesi del Brasile. Un ruolo importante è svolto poi dalle catechesi tenute per tre giorni in 27 lingue diverse e guidate da circa 300 Vescovi-catechisti di tutto il mondo. Ma ovviamente il catechista più importante sarà Papa Francesco che, per la prima volta, incontrerà i giovani a Copacabana la sera di giovedì 25 luglio. Il giorno seguente il Santo Padre presiederà la Via Crucis. Momenti culmine dell'evento saranno - come in ogni edizione - la veglia di preghiera del sabato sera 27 luglio e l'Eucaristia conclusiva presieduta dal Santo Padre la domenica mattina, che si concluderà con l'invio missionario dei giovani. Siamo ormai vicini alla Gmg… sarà per tutti noi una grande festa della fede, un vero segno di speranza!».

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