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Tsunami sul Mose. In manette l’ex presidente

Tsunami in Laguna. L'ex presidente e direttore generale del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati, dimessosi lo scorso 28 giugno per motivi di salute, è stato arrestato con altre sei persone...

Tsunami sul Mose. In manette l’ex presidente

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Tsunami in Laguna. L'ex presidente e direttore generale del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati, dimessosi lo scorso 28 giugno per motivi di salute, è stato arrestato con altre sei persone con l'accusa di turbativa d'asta per i lavori di costruzione del Mose. Nel mirino della Guardia di Finanza sono finiti il Consorzio Venezia Nuova e numerose società consorziate. Oltre aMazzacurati - padre di Carlo, famoso regista - ai domiciliari sono finiti anche Pio Savioli, Federico Sutto del Consorzio Venezia Nuova, Roberto Boscolo Anzoletti, rappresentante legale della Lavori Marittimi e Dragaggi s.p.a.; Mario Boscolo Bacheto e Stefano Boscolo Bacheto, amministratori di fatto della Cooperativa San Martino s.c.a.r.l.; Gianfranco Boscolo Contadin, direttore Tecnico della Nuova Co.ed.mar. s.r.l. È stato inoltre imposto l'obbligo di dimora per sette persone. Eseguite da ieri mattina oltre 140 perquisizioni nei confronti delle società del consorzio. Le indagini, partite da una verifica fiscale nei confronti della Cooperativa San Martino di Chioggia, hanno permesso ai finanzieri di accertare l'utilizzo di una società «cartiera» austriaca, mediante la quale veniva fatto lievitare fittiziamente il costo di acquisto delle palancole e dei sassi da annegamento provenienti da una società croata, così da creare in Austria dei «fondi neri» a disposizione dei referenti della cooperativa, arrestati ieri. Lo sviluppo delle indagini ha fatto emergere - sottolineano gli investigatori - il ruolo dominante del Consorzio Venezia Nuova e del suo presidente nell’agevolare alcune imprese a scapito di altre. «È stato dunque individuato il ruolo centrale, nel meccanismo di distorsione del regolare andamento degli appalti, di Giovanni Mazzacurati - emerge dagli atti - che predeterminava la spartizione delle gare allo scopo di garantire il monopolio di alcune imprese sul territorio veneto, di "tacitare" i gruppi economici minori con il danaro pubblico proveniente da altre Pubbliche Amministrazioni e quindi di conservare a favore delle imprese "maggiori" il fiume di danaro pubblico destinato al Consorzio Venezia Nuova». «Mi dispiace per Mazzacurati - ha detto l’ex sindaco Cacciari, da sempre contrario all’opera - perché è una persona che credeva in quest'opera».

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