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Arrestato boss dell’ndrangheta

Il latitante Francesco Nirta era ricercato da dicembre 2012. È stato acciuffato alla stazione Termini di Roma mentre cercava di nascondersi tra la folla

Arrestato boss dell’ndrangheta

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Era ricercato dal dicembre 2012 il latitante Francesco Nirta, nato a Locri (RC) il 29 dicembre 1987, contiguo ad esponenti delle note cosche di 'ndrangheta Nirta alias «Terribile» e Mammoliti alias «Fischiante». È stato tratto in arresto dai Finanzieri del comando provinciale di Roma presso la stazione Termini. In particolare, nell'ambito delle ormai quotidiane attività di monitoraggio, tese a verificare la presenza di elementi, anche di spicco, di consorterie criminali sulla piazza capitolina, le Fiamme Gialle del Gico (Gruppo investigazione criminalità organizzata) del Nucleo di Polizia tributaria di Roma, dopo complesse attività dinamiche sul territorio e sfruttando sia la conoscenza degli ambienti criminali cittadini che, soprattutto, la specificità delle proiezioni operative del Goa (Gruppo operativo antidroga), hanno individuato il ricercato Francesco Nirta, sfuggito all'esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere per traffico di sostanze stupefacenti emessa, in data 4 dicembre 2012, dal Tribunale di Reggio Calabria, e in carico alla Squadra Mobile di Reggio Calabria e al commissariato di Polizia di Siderno. Nel dettaglio, nonostante l'accorgimento di provare a confondersi con le migliaia di persone che, specialmente nel periodo estivo, affollano la stazione Termini, Nirta non ha considerato la possibilità che, tra i pellegrini e i turisti in visita alla Capitale, vi fossero infiltrati anche gli specialisti dell'Antidroga. L'uomo, quindi, all'apparenza uno dei tanti giovani studenti fuori sede - dichiarerà, poi, essere iscritto alla facoltà di Architettura dell'università di Messina - pur tradito dall'abbigliamento ricercato e da un vistoso e costosissimo orologio al polso, è salito a bordo del treno per Reggio Calabria delle 13.45. Dopo circa 10 minuti dalla partenza, accertatisi della corrispondenza dei tratti somatici con il ricercato, i finanzieri del Gico lo hanno fermato, chiedendogli i documenti. Dall'esame della scarna documentazione trovata in possesso del latitante si è risaliti a un'abitazione a Roma, in via Manlio Torquato, immediatamente sottoposta a perquisizione. Lì è stato rinvenuto un dispositivo elettronico per la ricerca di microspie. Il latitante è stato infine associato al carcere di Regina Coeli, a disposizione delle autorità giudiziarie di Roma e di Reggio Calabria.

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