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Papa Francesco vara la riforma della giustizia penale vaticana

Ridefinita la categoria dei delitti contro i minori. Abolito l’ergastolo. Sanzioni molto severe per la tutela della correttezza dei comportamenti pubblici

Papa Francesco vara la riforma della giustizia penale vaticana

Papa Francesco a Lampedusa

Papa Francesco ha varato una importante riforma della giustizia penale vaticana, che fino ad oggi era ferma - per molti aspetti - al Codice Zanardelli, adottato nel 1929 all'indomani dei Patti Lateranensi che istituirono la Città del Vaticano. Per questo, ad esempio, Paolo Gabriele, il maggiordomo infedele di Papa Ratzinger, fu giudicato solo per il reato di furto, l'unico applicabile al suo caso nelle norme in vigore che non prevedevano l'attentato alla sicurezza dello Stato. Nelle nuove leggi penali varate oggi da Papa Francesco, «il titolo dei delitti contro la pubblica amministrazione è stato rivisto, in relazione alla Convenzione delle Nazioni Unite del 2003 contro la corruzione». La Convenzione prevede sanzioni molto severe a tutela della correttezza dei comportamenti pubblici. Così, «sono stati potenziati i poteri cautelari a disposizione dell'Autorità giudiziaria con l'aggiornamento della disciplina della confisca, potenziata dall'introduzione della misura del blocco preventivo dei beni». Nelle norme penali varate oggi da Papa Francesco è compresa una ridefinizione della categoria dei delitti contro i minori tra i quali sono da segnalare: la vendita, la prostituzione, l'arruolamento e la violenza sessuale in loro danno; la pedopornografia; la detenzione di materiale pedopornografico; gli atti sessuali con minori. Si tratta dunque di un importante passo in avanti anche nella lotta contro gli abusi sessuali - fortemente perseguita da Benedetto XVI nel suo Pontificato e che Francesco intende portare avanti - dal momento che sono sottoposti alle nuove norme non solo tutti gli officiali e dipendenti della Curia Romana ma anche i nunzi apostolici ed il personale di ruolo diplomatico della Santa Sede, nonché i dipendenti di organismi e istituzioni collegati alla Santa Sede indipendentemente dal fatto che si trovino sul territorio dello Stato della Città del Vaticano. Inoltre la riforma della riforma del diritto penale ha abolito la pena dell'ergastolo, sostituendola con la pena della reclusione da 30 a 35 anni.

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