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Fulmine sulla spiaggia folgorato un dodicenne

Deceduto per arresto cardiaco. Grave il cugino

TARANTO Un fulmine killer uccide il piccolo Giovanni, lo chiamavano Harry Potter per gli occhialini. Amava il calcioTaranto - Una partita pomeridiana a calcio sulla spiaggia, sotto lo sguardo di genitori e parenti. Poi pochi secondi di inferno, un boato tremendo prima dell'arrivo della pioggia, un fulmine assassino che ha interrotto la corsa di due giovanissimi dietro un pallone, investendoli e lasciando senza vita il più piccolo, Giovanni, colpito in testa mentre suo cugino Pierpaolo rimaneva raggelato della paura, ustionato e stordito. La tragedia è accaduta sulla spiaggia libera di Campomarino di Maruggio, località balneare tarantina. Giovanni amava giocare a calcio e si intratteneva fino all'imbrunire con il suo pallone arancione in spiaggia: era chiamato da tutti affettuosamente Harry Potter per gli occhiali che portava.

Mancavano dieci minuti alle diciassette quando il cielo sopra la spiaggia di Campomarino, in località Commenda, si è annerito di colpo. Secondo la prima ricostruzione non pioveva ancora quando è caduto il lampo killer. Subito dopo il nubifragio è stato molto intenso. I piccoli giocavano sul bagnasciuga: non c'è stato nemmeno il tempo di ripararsi. Alcuni testimoni raccontano che si è subito avuta la percezione della gravità delle condizioni dei due giovanissimi, immediata è stata la chiamata al 118, mentre l'arrivo dell'ambulanza è stato coadiuvato dall'intervento dei locali vigili del fuoco per sgombrare la strada verso il lido di alcuni alberi caduti per il violento acquazzone. Giunti sul posto i medici hanno provato a rianimare Giovanni, dodicenne nato ad Acquaviva delle Fonti. Non c'è stato nulla da fare: l'arresto cardiaco è stato irreversibile nonostante le manovre effettuate dal personale sanitario. Per il cuginetto, invece, la situazione è meno grave: ferito dal fulmine, non ha perso conoscenza ed è stato subito portato nel vicino ospedale "Giannuzzi" di Manduria, dove non versa in pericolo di vita. Nello stesso nosocomio è stato ricoverato anche il padre del piccolo deceduto. "Fino alle 15 il tempo era buono. Il temporale è durato venti minuti generando allagamenti e facendo cadere alcuni alberi. I due bambini era sulla spiaggia libera e non so se avevano dove ripararsi" ha raccontato Daniele Lacarbonara, gestore del vicino lido Tuareg. Sul luogo sono interventi anche i carabinieri per un rituale sopralluogo accompagnato dall'amara considerazione di un'ennesima sciagura avvenuta sulla costa jonica. Domenica, infatti, a Torre Ovo nella marina limitrofa di Torricella, era morto un bimbo di quattro anni, investito da un Suv: il piccolo era sfuggito al controllo di mamma e nonno, e approfittando del cancello aperto della villetta era arrivato sulla strada dove l'autoveicolo l'ha travolto.

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