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«Il metodo Stamina non è una cura»

Polemica Il ministro Lorenzin accusa chi fa credere ai pazienti che si tratti di un metodo efficace Il presidente Merizzi: «Parole ingiuste nei confronti dei malati, i risultati sono sotto gli occhi di tutti»

Il metodo Stamina è al centro di una grossa polemica, che si è scatenata negli ultimi giorni. Infatti, si è creata una contrapposizione tra chi propone questo metodo, e parte del mondo scientifico, che è piuttosto critico a riguardo. Una tecnica il cui scopo è quello di convertire cellule staminali di tipo mesenchimale in neuroni per curare malattie degenerative. Un metodo efficace o un palliativo? Ieri il ministro della salute Lorenzin ha espresso parole molto dure a riguardo: «I pazienti non devono pensare a Stamina come un metodo di cura perchè non lo è». Un attacco netto rivolto ai giudici che autorizzano le cure:«Sbaglia chi, in deroga alle norme vigenti e a alla sospensione del Tar per quanto riguarda gli ospedali di Brescia, continua ad autorizzare pazienti a sottoporsi a delle cure che non sono tali, è un grande errore che crea confusione e illusioni nella fascia di popolazione affetta da malattie rare o incurabili».

Gianfranco Merizzi, presidente della Medestea, la società di ricerca biomedica che collabora con la Stamina Foundation di Vannoni per portare la terapia stamina in tutto il mondo, risponde seccato al telefono per le dichiarazioni del Ministro: «Trovo che le parole del Ministro Lorenzin siano profondamente ingiuste, soprattutto per le famiglie dei pazienti che vedono nel metodo stamina una possibilità concreta di miglioramento. I giudici non possono far altro che decidere: tra i pazienti che chiedono la possibilità di utilizzare il metodo stamina e l’ospedale di Brescia che è stato abbandonato a se stesso e fatica a gestire le liste d’attesa». Merizzi inoltre aggiunge: «Vengono dall’altro capo del mondo, medici di rilievo internazionale per cercare di capire cosa stia accadendo, e invece i numerosi detrattori del nostro paese non ci hanno mai contattati. Il problema è che troppi ricercatori in Italia vivono per la ricerca fine a se stessa, invece di pensare al vero motivo per cui ricercano: quello di curare i pazienti. I risultati del metodo Stamina sono sotto gli occhi di tutti e il Ministro Lorenzin dovrebbe ricordarsi che il suo ruolo è quello di difendere i malati e non di togliere loro una possibilità di trattamento». Anche Camillo Ricordi, direttore del Diabetes Research Institute e del Centro di trapianto cellullare della University of Miami, si eprime a favore del metodo: «Ritengo che sia una procedura sicura e i risultati e i dati che ho potuto vedere mi sembrano promettenti. Quindi, indipendentemente dai risultati finali cui giungerà la sperimentazione, sarebbe criminale non valutare il metodo e non fare chiarezza. ». Da Ricordi anche la disponibilità a partecipare insieme ad altri esperti Usa alla valutazione del Protocollo Stamina che «sembra aver dato risultati mai raggiunti fino ad ora per alcune malattie».

L’uomo più discusso della sanità italiana oggi si chiama Davide Vannoni. Torinese di nascita, laurea in lettere, non è un medico. Eppure, assieme ad alcuni collaboratori, dice di aver elaborato una metodologia per trattare, con le cellule staminali ,alcune gravi malattie, dall’atrofia muscolare spinale alla paresi cerebrale infantile, dalla sindrome di Niemann Pick al morbo di Parkinson. Sono molte le persone che ripongono le loro speranza nel metodo Stamina. Vannoni dice di averlo sviluppato dopo essere riuscito a curare, con le cellule staminali, una emiparesi facciale causata da un’ infezione virale presa nel 2004 in Russia. Successivamente invitò in Italia un ricercatore russo e uno di origini polacche, che lo aiutarono a sviluppare un sistema, che sarebbe poi diventato il «metodo», fino a ora applicato su circa 80 pazienti. Tra le persone sottoposte a terapia ce ne sono state alcune affette da Parkinson, altre da Alzheimer e altre ancora da patologie che colpiscono il sistema nervoso e l’apparato muscolare. Purtroppo pubblicazioni scientifiche a riguardo non ci sono e ancora non si è fatta molta chiarezza.L’1 agosto il protocollo del «metodo Stamina» sarà finalmente consegnato al Ministero della Salute. Davide Vannoni, ha preso accordi in tal senso con l’Istituto Superiore di Sanità. Il 12 luglio, inoltre, Vannoni incontrerà all’Iss il Comitato scientifico nominato dal ministro Lorenzin per guidare la sperimentazione di 18 mesi che dovrà stabilire se le cure proposte da Stamina hanno validità scientifica.

Un tema dunque, che tocca molti punti delicati, come quello delle aspettative di chi soffre, della dignità della vita, dell’etica e della scienza.Staremo a vedere che cosa succederà.

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