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«Vino nuovo in otri nuovi Non avere paura di rinnovare le strutture della Chiesa»

Il messaggio di salvezza proposto dalla Chiesa è immutabile, perché è fondato sulla rivelazione di Cristo. Ma le strutture umane, gli strumenti utilizzati per...

«Vino nuovo in otri nuovi Non avere paura di rinnovare le strutture della Chiesa»

Anthony Carmona, Pope Francis

Il messaggio di salvezza proposto dalla Chiesa è immutabile, perché è fondato sulla rivelazione di Cristo. Ma le strutture umane, gli strumenti utilizzati per portare il Vangelo a tutti gli uomini non solo possono, ma devono cambiare e adeguarsi ai tempi. Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio sulle intenzioni del Papa di riformare quanto nella Chiesa è riformabile, deve ricredersi dopo le parole pronunciate ieri mattina a S. Marta. Nell’omelia dell’ultima Messa aperta ai gruppi prima della pausa estiva, Francesco ha detto chiaro e tondo che non bisogna aver paura di rinnovare le «stutture antiche» che ci sono nella Chiesa. Inevitabile pensare a organismi di cui si è tanto parlato in questi mesi, come la Curia e lo Ior.

Ma oltre alla chiarezza delle parole, il Pontefice ci sta abituando a gesti concreti che hanno un significato profondo. Vanno letti in questa prospettiva i dettagli della celebrazione che Francesco terrà domani a Lampedusa. Un rito sobrio, come indica il colore dei paramenti, il viola, utilizzato per i funerali e i tempi di penitenza, Avvento e Quaresima. Il Papa intende così ricordare la sofferenza dei tanti migranti che perdono la vita in mare e stare loro vicino. Non solo. Il Pontefice userà un pastorale messo a disposione della parrocchia di San Gerlando, un pastorale a croce realizzato con i pezzi di legno ricavati dalle barche dei migranti approdati sull'isola. I colori sono proprio quelli della barca da cui sono stati tratti. Nel braccio orizzontale della croce sono incisi due pesci, mentre nel braccio verticale cinque pani per richiamare il brano evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci, recuperando così le parole di Gesù: «date loro voi stessi da mangiare». Parole che lo stesso Francesco aveva commentato in occasione del Corpus Domini per ricordare come gli Apostoli volevano invece che Gesù congedasse la folla, se ne lavasse in qualche modo le mani. Esattamente l’atteggiamento di gran parte del mondo davanti al dramma della disperazione e della povertà di quanti mettono a rischio la vita con il miraggio di migliorare la loro condizione. Oltre al pastorale, anche il calice che userà il Papa sarà ricavato dal legno delle imbarcazioni dei migranti, con la sola coppa interna rivestita di materiale pregiato come richiesto dalle norme liturgiche. Alla base, un chiodo trasversale, richiamo alla Passione del Signore e dei tanti fratelli. Sia il pastorale che il calice sono opera di un artigiano del luogo che si è adoperato nei giorni dell'emergenza verso i migranti. A Lampedusa sono attese circa 15.000 persone.

Per Francesco «una Chiesa che esce verso le periferie esistenziali» non è un mantra, è realtà. Il Papa sta ridisegnando una Chiesa pronta a snellire le sue strutture per recuperare il contatto con le persone, là dove hanno bisogno. Le parole pronunciate ieri mattina a S. Marta hanno un senso ancora più definito. Commentando il passo evangelico «Vino nuovo in otri nuovi», il Papa ha fatto riferimento alla novità portata da Gesù che con il comandamento dell’amore dà compimento e supera la legge, un rinnovamento che «è prima di tutto nel nostro cuore». Come riferisce la Radio Vaticana, il Pontefice ha avvertito che noi «pensiamo che essere cristiani significa fare questo o quest’altro. Ma non è così. Significa lasciarsi rinnovare da Gesù in questa nuova vita. Io sono un buon cristiano, tutte le domeniche, dalle 11 a mezzogiorno vado a Messa e faccio questo, faccio questo… Come se fosse una collezione. Ma la vita cristiana non è un collage di cose. È una totalità armonica, armoniosa, e la fa lo Spirito Santo! Non si può essere cristiano a pezzi, part-time. Il cristiano part-time non va!». Se questo è il vino nuovo, servono otri nuovi: «Nella vita cristiana, anche nella vita della Chiesa - ha sottolineato Francesco - ci sono strutture antiche, strutture caduche: è necessario rinnovarle! E la Chiesa sempre è stata attenta a quello, col dialogo con le culture... Sempre si lascia rinnovare secondo i luoghi, i tempi e le persone. Questo lavoro sempre lo ha fatto la Chiesa! Dal primo momento, ricordiamo la prima lotta teologica: per diventare cristiano è necessario fare tutta la pratica giudaica o no? No! Hanno detto di no! I gentili possono entrare come sono: gentili... Entrare in Chiesa e ricevere il Battesimo. E così la Chiesa sempre è andata avanti, lasciando allo Spirito Santo che rinnovi queste strutture, strutture di chiese. Non avere paura del rinnovamento delle strutture! La Chiesa – ha concluso – è libera: la porta avanti lo Spirito Santo».

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