cerca

Francesco a Lampedusa: Prego per morti del mare

Il Pontefice al largo della Porta d'Europa ha lanciato una corona di fiori. Poi l'incontro con i migranti e durante la messa l'invocazione: "Chiediamo al Dio la grazia di piangere sulla nostra indifferenza verso tragedie come queste"

Francesco a Lampedusa: Prego per morti del mare

Papa Francesco a Lampedusa

 Papa Bergoglio è arrivato a Lampedusa alle 9.15. All'aeroporto ad attenderlo l'arcivescovo Montenegro e il sindaco delle Pelagie Giusi Nicolini. Poi in auto ha raggiunto Cala Pisana dove si è imbarcato  per raggiungere via mare il porto di Lampedusa. Al largo nei pressi della porta d'Europa ha lanciato una corona di crisantemi bianchi e gialli in memoria di quanti hanno perso la vita in mare durante le traversate per raggiungere la Sicilia. Il Santo Padre ha incontrato al molo Favaloro di Lampedusa un gruppo di migranti tra cui molti dei minorenni non accompagnati. Sono arrivati a bordo di un pullman del centro d'accoglienza. Tutti indossavano un cappellino bianco. Tra loro molte donne e musulmani.  È stato lo stesso Pontefice a chiamare a sè e ad invitare a parlare i migranti che lo hanno accolto al molo Favaloro. Alcuni dei giovani stranieri avevano preparato brevi messaggi. Tutti gli hanno chiesto aiuto.  «Preghiamo anche per quelli che oggi non sono qui» ha detto Papa Francesco rivolgendosi a loro.  «Siamo stati rapiti, siamo qui per le impronte digitale, vogliamo andare in altri paesi» ha spiegato uno di loro dopo aver raccontato brevemente la sua storia personale. «Vorremmo che ci aiutasse», ha affermato uno dei giovani stranieri. «Abbiamo sofferto tantissimo», ha aggiunto un altro. E ancora: «Siamo costretti a rimanere», «Vorremmo che l'Italia ci aiutasse», ma che lo facessero «anche altri Paesi europei». Poi il Papa si è allontanato a bordo della Campagnola decappotata. Tutt'intorno un tripudio e un lungo corteo degli isolani. Il Papa ha baciato tanti bambini, stretto molte mani. Almeno quindicimila fedeli assistono alla messa che il Pontefice celebra su un altara ricavato da una barca di pescatori.  "La cultura del benessere ci rende insensibili e indifferenti, ci fa vivere in bolle di sapone un'illusione del futile e del provvisorio. Siamo una società che ha dimenticato l'esperienza del piangere> ha esordito il Papa nell'omelia < Chi di noi ha pianto per le morti di questi migranti in mare, per la morte di questi fratelli e sorelle? Chi ha pianto per quelle persone che erano sulle barche? Per le mamme che portavano i loro bambini? Per questi uomini che desideravano una vita migliore per loro e le loro famiglie?. Siamo in tanti disorientati, anche io, non siamo attenti al mondo in cui viviamo, non siamo più capaci di custodire il mondo creato da Dio, di custodirci gli uni agli altri, e così si giunge a tragedie quali abbiamo visto».ha proseguito Francesco.  E poi rivolto alla comunità dei cittadini di Lampedusa: < Di fronte alle morti in mare - ha proseguito il Papa - domandiamo al Signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza, sulla crudeltà che c'è nel mondo, in noi, anche in coloro che nell'anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada a drammi come questo. Sull'altare per concelebare con il Papa solo l'arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro e il parroco di Lampedusa don Stefano Nastasi. Francesco ha voluto che nessun cardinale facesse parte oggi del suo seguito.

Nell'omelia a Lampedusa il Papa ha sottolineato in un passaggio a braccio anche il dramma dei migranti di cui sono responsabili i trafficanti di uomini. E ha letto una preghiera alla Madonna scritta da lui: Madre di Dio e Madre nostra, volgi il tuo sguardo dolcissimo su tutti coloro che ogni giorno affrontano i pericoli del mare per garantire alle proprie famiglie il sostentamento necessario alla vita, per tutelare il rispetto del creato, per servire la pace tra i popoli. Protettrice dei migranti e degli itineranti, assisti con cura materna gli uomini, le donne e i bambini costretti a fuggire dalle loro terre in cerca di avvenire e di speranza. L'incontro con noi e con i nostri popoli non si trasformi in sorgente di nuove e piu' pesanti schiavitu' e umiliazioni. Madre di misericordia, implora perdono per noi che, resi ciechi dall'egoismo, ripiegati sui nostri interessi e prigionieri delle nostre paure, siamo distratti nei confronti delle necessita' e delle sofferenze dei fratelli. Rifugio dei peccatori, ottieni la conversione del cuore di quanti generano guerra, odio e poverta', sfruttano i fratelli e le loro fragilita', fanno indegno commercio della vita umana. Modello di carita', benedici gli uomini e le donne di buona volonta', che accolgono e servono coloro che approdano su questa terra: l'amore ricevuto e donato sia seme di nuovi legami fraterni e aurora di un mondo di pace. Amen"

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

.tv

Strage Manchester, il momento dell'esplosione. I video amatoriali

Manchester, strage al concerto di Ariana Grande
Bayern in festa, Ancelotti intona "I migliori anni della nostra vita"
Ratajkowski e Bella Hadid, il balletto lesbo fa impazzire il web