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Il secondo miracolo non serve: Giovanni XXIII sarà canonizzato

Per uno è stato riconosciuto il secondo miracolo, per l’altro no ma «il Sommo Pontefice ha approvato i voti favorevoli della Sessione Ordinaria dei Padri Cardinali e Vescovi circa la canonizzazione»....

Il secondo miracolo non serve: Giovanni XXIII sarà canonizzato

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Per uno è stato riconosciuto il secondo miracolo, per l’altro no ma «il Sommo Pontefice ha approvato i voti favorevoli della Sessione Ordinaria dei Padri Cardinali e Vescovi circa la canonizzazione». Come anticipato nei giorni scorsi, Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII diventeranno santi, con ogni probabilità insieme entro l’anno. La data (circola con insistenza l’ipotesi dell’8 dicembre) sarà decisa in un concistoro dopo che Papa Francesco ha firmato ieri gli appositi decreti. La Congregazione per le cause dei santi ha riconosciuto anche altri due miracoli che porteranno alla beatificazione di Speranza di Gesù, fondatrice delle Congregazioni delle Ancelle dell'Amore Misericordioso, e di mons. Alvaro del Portillo, primo successore del fondatore dell’Opus Dei, san Josemarià Escriva.

Papa Francesco ha dunque «dispensato» il suo predecessore Roncalli dal processo relativo a un secondo miracolo dopo quello che lo portò alla beatificazione nel 2000. Si tratta di una possibilità che compete al Pontefice, e della quale si era avvalso anche Benedetto XVI per Ildegarda di Bingen. Il miracolo attribuito a Giovanni Paolo II riguarda la guarigione di una signora del Costa Rica, Floribhet Mora, colpita da una grave lesione cerebrale. Come è ormai noto, l'episodio avvenne la sera stessa del primo maggio 2011, giorno in cui Giovanni Paolo II fu proclamato beato. Molto attesa era anche la beatificazione di mons. Alvaro del Portillo. Il miracolo approvato dalla Santa Sede si riferisce alla guarigione del bambino cileno José Ignacio Ureta Wilson che, a pochi giorni dalla nascita, subì un arresto cardiaco di oltre mezz'ora e una grave emorragia. I suoi genitori pregarono con grande fede per intercessione di mons. Álvaro del Portillo e, quando i medici pensavano che il bambino fosse morto, senza alcun trattamento aggiuntivo e del tutto inaspettatamente, il cuore del neonato ricominciò a battere, per raggiungere il ritmo di 130 pulsazioni al minuto. Nonostante la gravità del quadro clinico, dieci anni dopo (la guarigione risale all’agosto 2003) José Ignacio vive una vita normale. L’attuale prelato dell’Opus Dei, mons. Javier Echevarria, che visse accanto a San Josemaria e a mons. del Portillo, parla «di grande gioia e felice coincidenza. La decisione di Papa Francesco suscita una profonda gratitudine a Dio. Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII furono veramente padri vicini a tutti i fedeli, alla Chiesa e concretamente, posso dirlo, a questa porzione della Chiesa che è la Prelatura. Penso che, con loro, milioni di persone si sono sentite "figli prediletti" del Papa. Mons. del Portillo fu per san Josemaría il migliore appoggio e per Giovanni Paolo II un fedelissimo collaboratore».

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