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Vigile sospeso spara a sindaco e vice

L’uomo, allontanato dal servizio per un raggiro del 2004, è stato arrestato Il primo cittadino ferito all’addome. Grave anche l’altro amministratore

Come in un film western. Lo sceriffo che impugna il fucile e si vendica sul sindaco che lo ha punito. È accaduto ieri a Cadrano al Campo, piccolo comune in provincia di Varese, dove un vigile urbano sospeso dal servizio ha sparato, in municipio, contro il sindaco e il suo vice.

Il primo cittadino Laura Prati è stata è stata centrata all’addome da almeno un paio di colpi. Subito trasportata all’ospedale di Gallarate, è stata sottoposta a una complessa operazione. Stando a quanto si apprende da fonti sanitarie, dopo il delicato intervento durato quattro ore, la donna sarebbe fuori pericolo. Come detto, nella sparatoria è stato colpito anche il vice sindaco del paese, Costantino Iametti (76 anni), preso alla testa: è ricoverato al nosocomio di Varese. Anche lui è stato operato ma le sue condizioni sono gravi.

Giuseppe Pecoraro è stato fermato e arrestato: è un ex vigile urbano sospeso dal servizio per una truffa avvenuta nel 2004 e nel 2005 ad opera di alcuni dipendenti che timbravano il cartellino al posto di altri colleghi che non risultavano al lavoro. Dopo una condanna in primo grado, la commissione disciplinare del Comune sulle prime lo ha trasferito al settore ecologia ma con l’avanzare dell’inchiesta è stata decisa per lui una prima sospensione dal lavoro per sei mesi che poi è stata rinnovata una seconda volta proprio a fine giugno per lui e altri quattro dei sette imputati mentre altri due dipendenti sono stati licenziati. Quando è stato catturato avrebbe affermato, stando alla ricostruzione fornita dai testimoni: «Ho regolato i conti».

L’uomo non ha problemi psichici ma qualche anno fa aveva minacciato un collega durante una lite con la pistola di ordinanza.

Sarebbe quindi la vendetta il movente del crimine.

Sul posto sono arrivati i carabinieri e il 118 con un elisoccorso e un altro mezzo sanitario. I militari hanno delimitato la zona e hanno catturato l’uomo mentre tentava di scappare. Prima di fuggire su un’auto è entrato nella sede della Cgil, facendo uscire tutti dall’edificio sotto la minaccia di una fucile a pompa. Lì ha lanciato un ordigno rudimentale che ha fatto sorgere un principio di incendio, spento dai dipendenti con gli estentori. Poi è arrivata inevitabile la cattura dopo un lungo inseguimento. È finita a Gallarate, l’uomo ha sparato colpi di fucile contro una volante, gli agenti hanno risposto al fuoco colpendo una gomma della sua auto e frantumando lunotto e finestrini. Quando è fuggito a piedi, un commissario è ruscito a raggiungerlo e a immobilizzarlo.

La notizia in pochi minuti ha fatto il giro del paese e subito in tanti hanno espresso il loro dissenso.

Alcuni testimoni hanno detto che l’ex vigile era «armato fino ai denti». Ha dichiarato un dipendente del Comune di Cardano al Campo: «Ieri era il giorno di ricevimento e una piccola folla stava attendendo di entrare nell’ufficio del sindaco. Quando l’ho visto scappare dalla piazza del Comune aveva in mano soltanto una pistola ma so che quando è stato preso aveva con sé due pistole e un fucile a tracolla. Alcuni passanti mi hanno riferito che anche in quell’occasione non ha esitato a sparare e la polizia ha risposto al fuoco».

Il capo della polizia, prefetto Alessandro Pansa, si è complimentato con il dirigente del commissariato di Gallarate Gianluca Dalfino «per la lucidità e capacità professionale e umana dimostrata nell’arresto».

«L'ho colpito con un calcio ed è caduto di schiena, spezzando il fucile a pompa che aveva a tracolla – ha spiegato Dalfino – Perquisendo poi la sua vettura è stato trovato di tutto: un fucile a pompa, una carabina di precisione, un arma calibro 7,65 (probabilmente quella usata in Municipio), una pistola 9 mm, due coltelli, una consistente quantità di munizioni, diversi contenitori con liquidi infiammabili».

Del caso ne se sta occupando la Procura della Repubblica di Busto Arsizio.

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