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A Lampedusa per dire basta alle tragedie dei migranti

Andrea Acali a.acali@iltempo.it Andare nelle periferie, fisiche ed esistenziali, per Papa Francesco non è un semplice slogan. Lo ha dimostrato quando era arcivescovo di Buenos Aires, lo ha ribadito...

A Lampedusa per dire basta alle tragedie dei migranti

IMMIGRAZIONE: A LAMPEDUSA IN NOTTATA ALTRI 310 CLANDESTINI

Andare nelle periferie, fisiche ed esistenziali, per Papa Francesco non è un semplice slogan. Lo ha dimostrato quando era arcivescovo di Buenos Aires, lo ha ribadito con i primi atti da Pontefice, andando a celebrare la lavanda dei piedi del Giovedì Santo nel carcere minorile di Casal del Marmo o con la prima visita in una parrocchia romana, all’estrema periferia di Labaro. Ora un nuovo gesto dal profondo significato simbolico, che arriverà pochi giorni dopo la pubblicazione della prima enciclica, la «Lumen fidei», scritta a quattro mani con Benedetto XVI, prevista venerdì.

Lunedì prossimo il Papa effettuerà il suo primo viaggio apostolico, organizzato in tempi strettissimi, e la meta scelta è l’isola di Lampedusa. Nell’annunciarlo, il direttore della Sala Stampa padre Lombardi ha spiegato che Francesco «profondamente toccato dal recente naufragio di un’imbarcazione che trasportava migranti provenienti dall’Africa, ultimo di una serie di analoghe tragedie, intende pregare per coloro che hanno perso la vita in mare, visitare i superstiti e i profughi presenti, incoraggiare gli abitanti dell’isola e fare appello alla responsabilità di tutti affinché ci si prenda cura di questi fratelli e sorelle in estremo bisogno». Fatti, non chiacchiere, per risvegliare l’attenzione su un dramma che ormai non fa quasi più notizia. Per questo la visita sarà breve e all’insegna della discrezione, senza autorità o vescovi di altre diocesi. Il Papa partirà alle 8 da Ciampino e atterrerà alle 9,15 a Lampedusa. Sarà accolto dall'arcivescovo di Agrigento, mons. Francesco Montenegro, e dal sindaco Giusy Nicolini. In auto, andrà a Cala Pisana e si imbarcherà per raggiungere via mare il porto di Lampedusa, accompagnato dai pescherecci. Al largo, lancerà una corona di fiori in memoria di quanti hanno perso la vita in mare. Alle 9,30 entrerà a punta Favarolo, dove arrivano gli immigrati e ne incontrerà alcuni. Poi si sposterà nel campo sportivo in contrada Arena. Alle 10 celebrerà la Messa e alle 11.30, raggiungerà la parrocchia di San Gerlando. Alle 12.30 si trasferirà in aeroporto da dove ripartirà alle 12.45.

Papa Francesco aveva ricevuto l'invito del parroco di Lampedusa don Stefano Nastasi, con una lettera della comunità inviata alcune settimane fa. «È un sogno che diventa realtà. Per un giorno Lampedusa diventerà il centro del mondo - ha detto il sacerdote all’agenzia Sir - Non mi aspettavo che avrebbe detto sì, almeno non così presto. Anche il nostro arcivescovo l’aveva invitato durante la visita ad limina. Il nostro atteggiamento - afferma - sarà quello dell’ascolto. Abbiamo tanto parlato, ora è il momento di ascoltare quello che il Signore ha da dirci attraverso il vescovo di Roma. Questo è l’atteggiamento che avremo, con quella generosità del cuore che contraddistingue la nostra comunità». Mons. Montenegro, in una nota, parla di «un dono di grazia straordinario. La scelta dell’isola di Lampedusa, come primo viaggio, da parte del Santo Padre è essa stessa un messaggio forte che ci aiuta a leggere la storia con gli occhi di Dio. Lampedusa ormai da anni è la terra di approdo di migliaia di profughi provenienti dal vicino continente africano e in cerca di una vita dignitosa in Italia e nel resto dell’Europa. Tale fenomeno immigratorio, nella sua complessità e con il carico di sofferenza che manifesta, è l’espressione di un bisogno di giustizia che riguarda milioni di figli di Dio che non può più essere taciuto». La Fondazione Migrantes, organismo della Cei, ricorda «i quasi 20.000 morti nel Mediterraneo durante le traversate» e sottolinea che la presenza del Papa invita «a fare delle nostre comunità luoghi di accoglienza e ospitalità e dell'Europa, di cui Lampedusa è un confine, una casa comune». «Finalmente su questo dramma dovrà aprire gli occhi non solo l'Europa ma il mondo intero» ha commentato il sindaco Giusy Nicolini: «È un dono bellissimo per noi. Finalmente veniamo considerati l'inizio, non la fine d'Italia e d'Europa. Siamo l'isola da cui parte un messaggio grande».

E un altro grande messaggio è atteso con l’enciclica «Lumen fidei», che arriva a meno di quattro mesi dall’elezione (un record) grazie al lavoro già svolto da Benedetto XVI, proprio nell’Anno della fede. Che vivrà da giovedì a domenica un altro grande evento, la giornata dei seminaristi e dei novizi. Come ha spiegato il presidente del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione, mons. Fisichella, sabato «Papa Francesco si farà testimone privilegiato della sua vocazione e offrirà ai giovani argomenti su cui riflettere nel loro percorso». Domenica la Messa celebrata dal Papa. «Queste giornate - ha concluso mons. Fisichella - precedono quelle intense di Rio de Janeiro per la Giornata Mondiale della Gioventù. Siamo certi che anche in quei giorni ritornerà importante il tema della vocazione al sacerdozio e alla vita consacrata. La Chiesa si attende ancora molto dalla generosità di tanti giovani che sentono questa chiamata».

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