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Zichichi piange l’amica: «Una donna di onestà intellettuale»

«Una donna di grande onestà intellettuale». Con queste parole il fisico Antonino Zichichi ricorda l’amica Margherita Hack. Lui lo scienzato siculo concosciuto in tutto il mondo tra i pochi che ha...

Zichichi piange l’amica: «Una donna di onestà intellettuale»

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«Una donna di grande onestà intellettuale». Con queste parole il fisico Antonino Zichichi ricorda l’amica Margherita Hack.

Lui lo scienzato siculo concosciuto in tutto il mondo tra i pochi che ha sempre sostenututo che grazie alla scienza si è convinto di Dio.

Lei, Margherita Hack, toscana, atea, che ha sempre detto di non temere la morte ma la perdita del’autosufficenza. Lui studioso di Galilei non amante della politica, lei candidata più volte nell’estrema sinistra.

Nonostante tutto ciò i due si sono sempre rispettati ed erano amici.

Raggiunto telefonicamente a Ginevra, il professor Zichichi ha voluto raccontare uno dei pochi incontri avuto con l’astrofisica toscana.

«Ho accettato nel 1998 un invito dell’arcivescovo Botticelli a un convegno a Siena. Era previsto prima l’intervento della Hack e successivamente il mio – ci racconta Zichichi – Non esiste alcuna scoperta scientifica che possa essere usata al fine di mettere in dubbio o di negare l’esistenza di Dio».

Secondo Zichichi, «la più grande conquista della scienza è l’avere scoperto che una logica rigorosa regge il mondo: dall’Universo subnucleare ai confini del cosmo. Questa logica nessuno sa dedurla dal caos. Quindi deve esserci l’autore. L’ateismo – continua Zichichi – non sa dimostrare l’inesistenza di Dio, ragion per cui gli atei avrebbero “fede nel nulla”. La ricerca, è il succo del discorso, dipende da questa logica: se fossimo figli del caos non potrebbero esistere i laboratori scientifici in cui si continua a decifrare il "libro della natura". Se la scienza smettesse di continuare a decifrare ciò che sta scritto nel libro del Creatore, addio nuove invenzioni tecnologiche».

« Se fosse possibile dimostrare l’esistenza di Dio per via di un rigoroso procedimento di Logica matematica, Dio sarebbe l’equivalente di un teorema matematico. Se fosse possibile dimostrare l’esistenza di Dio per via di una serie di ricerche rigorosamente scientifiche, Dio sarebbe l’equivalente di una grande scoperta scientifica».

«Al termine del mio intervento non era previsto nessun altro iscritto a parlare – continua Antonino Zichichi – La Hack chiese all’arcivesco di poter esprimere la sua opinione su quanto avevo appena affermato. Io ho acconsentito. Margherita prese il microfono e disse: "Se questa è la verità io preferisco il nulla". Credo che con quelle parole abbia dimostrato di possedere una grossa dote di onestà intellettuale – conclude il professor Zichichi – Non è affatto facile nel nostro ambiente trovare delle persone del genere».

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