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Maxisequestro di cibo pericoloso in Campania

I Nas di Napoli, Salerno e Caserta hanno confiscato 36 tonnellate di alimenti in pessiome condizioni igieniche in ristoranti, depositi e supermercati.

Maxisequestro di cibo pericoloso in Campania

I carabinieri del Nas

Sequestrate 36 tonnellate di cibo pericoloso in Campania. Nel mirino dei Nas di Napoli, Salerno e Caserta 139 attività produttive e commerciali (ristoranti, bar, supermercati, panifici, pescherie, depositi, ecc.) del territorio campano. Riscontrate irregolarità in 91 casi (65% circa), 110 violazioni alle leggi di settore (di cui 33 penali) ed elevate sanzioni amministrative per oltre 55.000 euro.

In totale sono state sequestrate circa 36 tonnellate di alimenti vari (di cui quasi 6 tonnellate di prodotti ittici), per un valore di circa 2.000.000,00 di euro, poiché detenuti in cattivo stato di conservazione, insudiciati, invasi da parassiti, custoditi in strutture sprovviste dei prescritti requisiti igienico - sanitari e strutturali, privi di documentazione necessaria per la rintracciabilità. I militari dei Nuclei campani hanno inoltre chiuso o sequestrato 36 strutture (per un valore complessivo di oltre 11 milioni di euro) e segnalato 94 persone alle Autorità Giudiziarie, Sanitarie ed Amministrative. In particolare, in un impianto di lavorazione e vendita di prodotti ittici, i militari del Nas di Napoli hanno rinvenuto un ingente quantitativo di pesce azzurro in cattivo stato di conservazione. Parte del prodotto era stoccato all'interno di due congelatori in pessime condizioni igieniche (maleodorante, con sporco diffuso, acqua stagnante, insetti, presenza di ghiaccio frammisto ai prodotti) mentre oltre 1 tonnellata di «stoccafisso» era stata posta ad essiccare su griglie in legno, all'interno di un locale non autorizzato e non idoneo allo scopo (pareti grezze, sporcizia disseminata, assenza di reticelle alle finestre che aveva consentito l'ingresso nell'ambiente di numerosi volatili, ecc.). I Carabinieri hanno proceduto al sequestro di circa 3 tonnellate di pesce, ed in collaborazione con l'Asl, alla chiusura del locale utilizzato per l'essiccamento.

In un'industria dolciaria della provincia di Avellino, i Carabinieri del Nas di Salerno hanno accertato che l'attività era funzionante, nonostante sin dal 2000 fosse stata interessata da un provvedimento di chiusura emesso dall'ASL anche per le pessime condizioni igienico-sanitarie in cui versava. L'ispezione dei militari del Nucleo ha consentito di accertare il perdurante stato di abusività e di degrado dell'intera struttura (sporcizia di varia natura, unto e residui di lavorazioni pregresse sparsi sugli ambienti e sugli alimenti, muffe e ragnatele alle pareti, macchinari vetusti ed arrugginiti, ecc.) nonchè il pessimo stato di conservazione delle materie prime (alcune delle quali scadute anche da 1 anno) e dei prodotti finiti (costituiti da torte congelate, detenute all'interno di una cella frigo assolutamente non idonea e frammiste a ghiaccio). Inoltre, i dolciumi prodotti, distribuiti in ambito regionale mediante l'utilizzo di automezzi privi di cella frigo (peraltro soggetti a pericolosi sbalzi termici), venivano etichettati con indicazioni ed immagini che li qualificavano come provenienti dalla «costiera amalfitana». I militari del Nucleo hanno sequestrato l'intera struttura e circa 2 tonnellate di alimenti (farine, zuccheri, guarnizioni in cioccolata, additivi, torte, ecc.) per un valore totale di oltre 1milione e mezzo di euro; Presso un deposito all'ingrosso di generi alimentari «etnici», il Nas di Caserta ha sequestrato 750 kg. di alimenti vari di origine animale (carne in scatola, conserve di pesce) che il titolare aveva importato da paesi esteri in assenza di verifiche sanitarie; In tre panifici della provincia di Caserta, il Nas ha accertato la mancanza dei requisiti igienico-sanitari e strutturali, rilevando un totale stato di degrado con grasso, sporcizia e muffa diffusi e non rimossi da tempo, pareti annerite e scrostate, piastrellatura e soffittatura assente, ragnatele ed insetti (blatte, tarme e ragni). Le strutture sono state immediatamente chiuse in collaborazione con l'Asl.

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