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Inchiesta sullo Ior: arrestati un prelato, un ex 007 e un broker

Fermato dalla Guardia di Finanza il monsignore salernitano Nunzio Scarano, già indagato per riciclaggio e sospeso dal suo incarico all’Apsa. Le ipotesi di reato sono corruzione e calunnia. Gli altri arrestati sono Giovanni Maria Zito, sottufficiale dei carabinieri espulso dall'Aisi, e Giovanni Carenzio

Inchiesta sullo Ior: arrestati un prelato, un ex 007 e un broker

++ IOR: OGGI RIUNITO BOARD, VERSO SCELTA PRESIDENTE ++

Bufera sullo Ior, la cosiddetta «banca vaticana», da tempo sotto la lente di ingrandimento della magistratura italiana. Questa mattina un alto prelato, un ex funzionario dei servizi segreti con incarico presso l'Aisi e un broker finanziario che opererebbe soprattutto all’estero, sono stati arrestati dai militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza. Gli arresti sono avvenuti nell'ambito di un filone dell'indagine, autonomo rispetto a quella principale, sull’Istituto per le opere di religione. Le accuse nei confronti degli arrestati ipotizzate dal gip del Tribunale di Roma Barbara Callari sono corruzione e calunnia.

Le ipotesi di reato sarebbero riferite a un vasto movimento di denaro, circa 20 milioni, rientrato dalla Svizzera. Va ricordato che lo Ior è un’istituzione di un altro Stato sovrano e dunque la magistratura italiana per intervenire deve prendere in considerazione reati commessi da cittadini italiani sul nostro territorio.

Il prelato arrestato è il monsignore salernitano Nunzio Scarano. Nelle scorse settimane era stato indagato per riciclaggio dalla Procura di Salerno per un giro di assegni fatti passare come donazioni insieme ad altre 56 persone. Mercoledì il portavoce vaticano padre Lombardi aveva confermato che mons. Scarano era stato sospeso dal suo incarico presso l’Apsa, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede apostolica, dove si occupava della contabilità analitica, su provvedimento del presidente, il card. Calcagno. Il prelato si era difeso sostenendo di non aver fatto nulla di sbagliato. Gli altri due arrestati sono un ex sottufficiale dei carabinieri, Giovanni Maria Zito, espulso alcuni mesi fa dall'Aisi, e Giovanni Carenzio.

Il legale di mons. Scarano, l'avvocato Silverio Sica, ha detto che l'accusa di corruzione deriva dall'utilizzo di un volo di Stato per far rientrare i soldi dalla Svizzera, soldi che apparterrebbero ad una famiglia di amici del prelato, che avrebbe avuto un ruolo di intermediazione "per recuperare somme che i suoi amici consideravano perdute. Don Nunzio chiarirà - ha detto il difensore - il suo disinteresse in questa vicenda". Il procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi ha detto che dalle intercettazioni è emerso che il rientro dei soldi dalla Svizzera sarebbe stato un favore agli armatori napoletani D'Amico. Scarano è stato rinchiuso a Regina Coeli, Zito nel carcere militare di S. Maria Capua Vetere e Carenzio a Poggioreale.

«La Santa Sede non ha ancora ricevuto alcuna richiesta sulla questione dalle competenti autorità italiane, ma conferma la sua disponibilità a una piena collaborazione, ad esempio in caso di richieste di rogatoria» ha detto padre Lombardi. Del caso è stato messo al corrente subito Papa Francesco.
«Monsignor Scarano - riferisce ancora il direttore della Sala Stampa vaticana - era stato sospeso dal servizio presso l'Apsa da oltre un mese, prima della fine di maggio, non appena i superiori erano stati informati che era indagato. Ciò in applicazione del regolamento della Curia Romana che impone la sospensione cautelare per le persone per cui sia stata iniziata un'azione penale». Padre Lombardi ha assicurato che «la competente autorità vaticana Aif segue il problema per prendere, se necessario, le misure appropriate di sua competenza» e che «come dipendente vaticano, monsignor Scarano poteva avere un conto bancario presso lo Ior». Proprio due giorni fa il Papa aveva istituito una Commissione Referente per fare piena luce sulla situazione dello Ior. Da ricordare anche l’impegno dell’Autorità di informazione finanziaria guidata da Renè Bruelhart che ha iniziato uno screening dei rapporti finanziari dell’Istituto, segnalando lo scorso anno sei operazioni sospette, due delle quali sono state trasmesse al promotore di giustizia vaticano per le opportune indagini di carattere penale. Quest’anno, al 31 maggio, i casi segnalati erano già sette. Un’operazione trasparenza legata alla valutazione internazionale di Moneyval che dovrebbe vedere come prossima tappa la conclusione dell’indagine conoscitiva sui clienti dell’Istituto entro il 31 luglio.

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