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Triplicato il costo della lotta ai falsi invalidi

Nel 2011 circa una pensione di invalidità su 6 è stata revocata dall’Inps. Il numero di «non conferme» è stato pari a 41.381 su un campione di 274.157, pari al 16%. È quanto emerge dalla Relazione...

Triplicato il costo della lotta ai falsi invalidi

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Nel 2011 circa una pensione di invalidità su 6 è stata revocata dall’Inps. Il numero di «non conferme» è stato pari a 41.381 su un campione di 274.157, pari al 16%. È quanto emerge dalla Relazione del controllo Inps presentata a Roma in occasione del convegno sul I Rapporto nazionale sulla invalidità civile, organizzato da Cittadinanzattiva. Il Rapporto mostra che sono le regioni del centro-Sud a registrare la maggior percentuale di revoche. La Campania è in testa con il 34% di mancate conferme. Seguono Calabria e Sicilia (29%), Molise e Umbria (27%), Puglia (26%), Lazio e Basilicata (25%). Il rapporto dell'Inps precisa che per «non conferme» si intendono sia le prestazioni revocate che quelle ridotte. «Dal 2010 i requisiti per avere l'accompagnamento - spiega Valeria Fava, consulente Pit unico area salute - sono cambiati: se prima ad un invalido veniva assegnato l'accompagnamento solo se aveva una protesi ad una gamba, adesso la persona deve essere incapace di adempiere a un qualsiasi atto elementare». Gli esperti Inps, inoltre, sottolineano come le non conferme devono essere differenziate dai falsi invalidi. Aspetto che viene rilevato dal rapporto: su circa 2.800.000 invalidi civili sono appena 1.047 quelli accertati dalla Guardia di finanza come falsi invalidi, cioè solo lo 0,04%. Una battaglia che tuttavia costa cara alle casse dell'Inps. Negli ultimi anni il costo per scovarli è infatti triplicato. La spesa per i compensi medici convenzionati Inps è passata da 10,7 milioni del 2010 ai 34,3 milioni del 2011. L'aumento della burocrazia relativa all'iter di riconoscimento dell'invalidità civile e il numero delle verifiche straordinarie eseguite dall'Inps tra il 2009 e il 2012 (in totale 800.000 posizioni controllate) - si legge nel Rapporto - hanno influito negativamente in particolare su due aspetti che incidono sulle casse dello Stato: l'aumento dei tempi d'attesa dell'iter di riconoscimento e l'aumento della spesa per i medici convenzionati Inps.

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