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È morto il playboy che conquistò Brigitte Bardot

di Massimiliano Lenzi È finita dov’era cominciata, a Saint Tropez, sulla Costa Azzurra mito degli Anni 60 e della seduzione di cui, Gigi Rizzi, morto ieri a 69 anni, era stato un maestro. Lui, l'uomo...

È morto il playboy che conquistò Brigitte Bardot

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È finita dov’era cominciata, a Saint Tropez, sulla Costa Azzurra mito degli Anni 60 e della seduzione di cui, Gigi Rizzi, morto ieri a 69 anni, era stato un maestro. Lui, l'uomo che apparse a BB, Brigitte Bardot, e la sedusse (o ne fu sedotto? Quando si è playboy fa poca differenza) incarnando il riscatto di tutta l'Italia verso la spocchia dei cugini francesi, in fondo era rimasto sempre il Dorian Gray di se stesso. Di quell’era felice. Sembrava in quegli anni che tutto dovesse andare, il sorriso degli italiani in vacanza tanto che insieme ad un gruppo di amici, ribattezzati Les Italiens, Rizzi divenne una delle icone di quella vita dolce. Sembrava non dovesse finire mai e invece il boom dopo il liberante '68 rallentò e la cupezza dei Settanta, tra crisi e esplosione del terrorismo, fece il resto. Gigi tentò la carriera di imprenditore poi dopo una breve parentesi di attore decise di trasferirsi in Argentina. Ad ogni compleanno della Bardot c’era sempre qualche giornale o tv o rivista che lo cercava per farsi raccontare come era andata. Un replay continuo di un quarto d'ora di fama mondiale, anzi di qualche anno. Lui ripeteva: «Zuppa di pesce e vino, il mio primo appuntamento con Brigitte». Se Dio creò la femmina (film con la BB protagonista) non c'è dubbio che Rizzi abbia rilanciato il mito del playboy. Alla Bardot, in occasione dei suoi 70 anni, scrisse pure una lettera , sulla nostalgia per quegli anni formidabili. «Sento ancora oggi - scriveva - la deriva di quell'estate insieme e ogni tanto mi chiedo che cosa sarei senza quel bombardamento mediatico che mi portò, con la tua foto, sulla copertina Newsweek». In fondo la nostalgia è il sentimento prevalente di tutti i seduttori. Casanova, nelle sue Memorie, confinato in un castello in Boemia ricorda con passione e rivive il proprio passato grazie ai ritratti delle donne conquistate. Perché anche i ragazzi che giocano, i playboy, sotto la leggerezza del loro divertirsi tentano un inganno: quello di credersi eterni e spensierati per sempre. Va così da secoli e forse per questo, per non avere nostalgie, gli antichi non si stancavano di ripetere che «caro è agli dei chi muore giovane».

Addio Gigi, resterai a- comunque - un mito italiano.

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