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Dismissione Unipol, assolti Consorte e Sacchetti

Si svolse in modo lecito la complessa operazione di speculazione immobiliare che nel giugno 2005 misero in atto l’ex presidente e il vice

Dismissione Unipol, assolti Consorte e Sacchetti

UNIPOL: A GIUDIZIO A MILANO CONSORTE, SACCHETTI E FAZIO

Roma- Si svolse "in modo lecito la complessa operazione di speculazione immobiliare" che nel giugno del 2005 misero in atto l'ex presidente di Unipol, Giovanni Consorte (nella foto), l'ex vice Ivano Sacchetti e l'imprenditore Vittorio Casale assieme altri tre amministratori. Lo ha stabilito la decima sezione penale del tribunale di Roma che ha assolto tutti, 'perche' il fatto non sussiste', dall'accusa di concorso in appropriazione indebita a conclusione della vicenda legata alla dismissione di 133 immobili della compagnia assicurativa, venduti alla Glenbrook-Operae srl per 258 milioni di euro, prezzo ritenuto dalla procura inferiore al loro valore effettivo.

I giudici hanno anche dichiarato nei confronti di Consorte, Sacchetti e Casale il 'non doversi procedere' perche' il reato di 'infedelta' a seguito di dazione o promessa di utilita'' si e' estinto per la remissione di querela da parte delle parti civili Unipol e Aurora Assicurazioni. Benche' l'appropriazione indebita fosse ormai prescritta, il collegio, presieduto da Rosanna Ianniello, e' entrato nel merito della vicenda tanto da precisare, nelle motivazioni della sentenza, che, pur ammettendo che l'operazione di trading immobiliare consenti' a Consorte e Sacchetti di guadagnare 9,4 milioni di euro, "nulla avvenne in modo illecito e in danno del gruppo riconducibile a Casale". "Che non si sia trattato di un'operazione illecita si deduce dal fatto che i vari passaggi avvennero alla luce del sole, furono tutti formalizzati e resi trasparenti e furono pagate le tasse inerenti. Lo stesso consulente tecnico della parte civile Unipol - ha evidenziato il tribunale - ha riferito che le varie operazioni singolarmente considerate furono lecite".

Se e' vero che da queste operazioni immobiliari vi fu un arricchimento di Consorte e Sacchetti, oltre che dello stesso Casale, che guadagno' circa 92 milioni di euro come plusvalenza dalla vendita di due dei 133 immobili, a parere del tribunale, "non risulta assodato che dalle stesse operazioni sia rimasta danneggiata la Unipol spa, posto che la dismissione del suo patrimonio immobiliare avvenne per l'acquisto successivo di azioni della Bnl". L'avvocato Emilio Ricci, difensore di Consorte e Sacchetti, ha espresso soddisfazione per la sentenza "che ha consacrato la legittimita' e la correttezza dell'operato dei miei assistiti. Il tribunale ha finalmente posto la parola fine al procedimento sulla compravendita degli immobili Unipol ma gia' il gup Valerio Savio aveva prosciolto con formula ampia gli imputati ritenendo corretto e trasparente il percorso delle operazioni immobiliari, con una sentenza poi annullata dalla Cassazione su ricorso della Procura".

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