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La Chiesa dei poveri

«Portare la parola del Vangelo tra i diseredati delle periferie»

La Chiesa dei poveri

Udienza Generale di Papa Francesco

Il Buon Pastore, dice il Vangelo, è quello che ha cento pecore, ne perde una e lascia le altre 99 per andare a cercare quella sola pecora. Ma per Papa Francesco la situazione è completamente ribaltata. Perché i pastori hanno perso 99 pecore, la religione cristiana è ormai una minoranza. Eppure, i pastori amano rimanere con quella sola pecora che è rimasta, quasi in una sorta di autocompiacimento. «Ma noi siamo pastori, non pettinatori di pecore» - ha esclamato Papa Francesco lo scorso 17 giugno, aprendo il Convegno Ecclesiale della Diocesi di Roma. Ed è forse l'immagine più nitida del motivo per cui, oggi più che mai, è necessario evangelizzare. Lo aveva detto subito, Jorge Mario Bergoglio. Nel suo discorso alle Congregazione Generali dei cardinali aveva parlato con forza di una Chiesa che doveva smetterla di essere autoreferenziale, che doveva uscire, andare verso le «periferie esistenziali», andare verso la gente.

Papa Francesco lo dice sempre: si deve andare verso la carne del povero, e non solo nel senso sociale del termine, come ha chiarito gli scorsi giorni. Si tratta anche di coloro che vivono in povertà intellettuale. «Basta il Battesimo per evangelizzare» - ha sostenuto nell'omelia di una delle Messe che tiene ogni mattina nella Domus Sanctae Marthae.

Cosa significa andare verso la carne del povero? Significa stare in mezzo alle persone, sciogliersi nel loro abbraccio, farsi toccare dalle persone. «Quando confessavo nella mia diocesi anteriore - ha detto Papa Francesco all'incontro con i movimenti ecclesiali - chiedevo sempre: tu fai l'elemosina? E alla risposta positiva chiedevo sempre: ma tu tocchi il povero che fa l'elemosina?». Per toccare il povero, si deve andare dove il povero è. «Non toglietemi i malati, sono il mio passaporto per il Paradiso», sottolinea Papa Francesco, che ai malati ama dedicare un largo spazio al termine di ogni udienza generale, chiedendo a chiunque: «Prega per me». Ogni Giovedì Santo, Papa Francesco celebrava in un carcere o istituto di detenzione a Buenos Aires. Lo fa anche da Papa, scegliendo di andare a Casal del Marmo. Programma la visita nelle parrocchie romane periferiche, cominciando da quella dei Santi Elisabetta e Zaccaria a Prima Porta. «Da qui - dice - si vede meglio la Chiesa». Sono movimenti continui verso le persone, in cerca di quel contatto che porta il Papato nel mezzo della gente.

Perché solo così, sostiene il Papa, si può evangelizzare. Stando là dove le persone, conquistandone il cuore e sottolineando continuamente la gratuità e la misericordia del rapporto con Dio. Siamo, in fondo, pastori cui è rimasta una sola pecorella. Ma già nella Messa pro ecclesia, la prima tenuta da Papa Francesco con i cardinali in cappella Sistina lo scorso 15 maggio, il Papa aveva esortato: «Non cediamo al pessimismo». E poi ha dato le linee guida: camminare, confessare, edificare.

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