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Colosseo chiuso C’è l’assemblea

Ieri mattina i turisti rimasti fuori I sindacati: basta tagli, Bray ci ascolti

Colosseo chiuso C’è l’assemblea

Colosseo chiuso per assemblea sindacale

È scoppiato il bubbone al Colosseo. A pochi giorni dall’evento che si aspetta da anni, e cioè il via al cantiere per i lavori di restauro finanziati da Tod’s atteso per i primi di luglio, ieri mattina i lavoratori della Soprintendenza speciale ai beni archeologici di Roma hanno organizzato un'assemblea sindacale dalle 8.30 alle 12.30. Che si è svolta all’interno dell’Anfiteatro Flavio e ha comportato la chiusura del monumento e anche dei siti archeologici di Caracalla, Palatino, Foro Romano e Museo Nazionale Romano. Rimasti a bocca asciutta centinaia di turisti che si sono visti le porte chiuse e non erano stati avvisati prima. «Ci scusiamo con i turisti e i visitatori, e anche con gli operatori dell'indotto, ma i lavoratori della Soprintendenza sono allo stremo - ha poi spiegato Valentina Di Stefano, coordinatrice Cisl Beni culturali Roma - l’assemblea serve anche a evitare che il monumento riduca i giorni di visita per mancanza del personale».

Ma quali sono i motivi che hanno spinto i lavoratori a indire un’assemblea all’interno del Colosseo? La riduzione degli organici e i tagli dei finanziamenti perseguiti in questi anni stanno esasperando la situazione. «Protestiamo contro il mancato pagamento da oltre 9 mesi del 25% del salario, contro i tagli al ministero, il blocco del turn over e il precariato» hanno detto i lavoratori Cgil, Cisl, Uil, Flp e Unsa del Mibac. «Abbiamo avuto una serie di problemi con il ministero centrale Mibac ma anche con il ministero del Tesoro - ha aggiunto Roberto Fasoli, funzione pubblica Cgil coordinatore regionale Mibac Lazio - Negli ultimi anni il ministero ha avuto dei tagli fortissimi soprattutto dell'organico: nel 2004 avevamo circa 25mila unità, adesso siamo sotto i 19mila. In questo anno non siamo ancora riusciti ad ottenere il salario accessorio dal ministeo del Tesoro, ovvero i turni che ci permettono di fare l'apertura di 11 ore di musei, biblioteche, archivi. Noi vogliamo che il nostro ministero torni al centro dell'attenzione». Premesso che non è la prima volta che il Colosseo e i Fori vengono chiusi per «assemblea sindacale» l’evento ha comunque causato un certo clamore. «Speriamo di essere ricevuti dal ministro o da qualche rappresentante del ministero perchè il nodo adesso è sì la carenza di personale - ha aggiunto Valentina Di Stefano, Cisl Beni culturali di Roma - ma anche la decurtazione degli stipendi. Vogliamo delle risposte concrete per sbloccare dei soldi che ci sono ma, appunto, devono essere sbloccati». La protesta è solo all’inizio. In programma altri incontri, forse scioperi. «Il 24 giugno ci sarà un'assemblea in tutte le biblioteche di Italia e a Roma sarà alla Biblioteca nazionale centrale» fa sapere Fasoli. Mentre il 28 è prevista la chiusura di musei, galleria e aree archeologiche sempre per assemblea dalle 8.30 alle 12.30.

Solidarietà alla protesta dei lavoratori del Colosseo è arrivata da Rossella Rea direttore del monumento. «Anche io sono preoccupatissima. Il Colosseo ha 30 dipendenti, la mattina apre con 7 addetti, che è il numero minimo. È un problema serio, aprire un monumento che al giorno ha in media 14 mila visitatori con 7 persone è una proporzione inaccettabile, vuol dire che ogni custode deve fare fronte a 2 mila visitatori. Dovrebbe esserci almeno una presenza di 20 persone a turno per garantire non solo un buon livello di tutela, ma anche un'accoglienza più adeguata. Accoglienza che c'è, ma è sempre demandata a pochi». La carenza dei custodi è il vero nocciolo della questione anche perché finora c’è stato il blocco del turn over. «Uno degli ultimi caposervizi va via tra poco per pensionamento e verrà rimpiazzato , ma è una goccia nel mare». La Rea dice di essere è preoccupata anche perché lei stessa non ha un successore. «Sono lì da 30 anni, ma non ho avuto accanto a me un funzionario giovane che ha imparato la gestione del monumento». Intanto nel prossimo futuro c’è il restauro. Manca l’ultimo tassello, la sentenza del Consiglio di Stato sui ricorsi del Codacons e della ditta Lucci (arrivata seconda alla gara per la prima tranche dei lavori vinta dalla società Gherardi). «Noi siamo pronti a partire per il primo luglio - ha aggiunto Rea - Adesso stiamo spostando l'ingresso del «adesso stiamo spostando l'ingresso del monumento». Espletate le fasi di cantierizzazione i lavori veri e propri comincerebbero ad agosto. Sempre se il Consiglio di Stato dà l’ok.

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