cerca

A Piazza San Pietro «romba» la vita

Il Papa nella Giornata dell’Evangelium Vitae: se l’uomo si sostituisce a Dio semina morte. Il boato dei motori Harley Davidson risponde alla benedizione

Una colonna sonora insolita quella che ieri mattina ha accompagnato la Messa celebrata da Papa Francesco in Piazza San Pietro. L’appuntamento era uno dei più sentiti nel calendario dell’Anno della Fede, la giornata dell’Evangelium Vitae, che ha preso spunto dall’enciclica di Giovanni Paolo II sulla difesa della vita umana dal concepimento alla morte naturale. Ma è stato accompagnato dai partecipanti al raduno delle Harley Davidson per i 110 anni della casa motociclistica. Qualche centinaio di appassionati sono stati sorteggiati per partecipare alla celebrazione, parcheggiando le loro moto ai lati di via della Conciliazione. Alla fine il Papa ha benedetto i bikers e partecipanti al motoraduno della Polizia.

Parlando al «popolo della vita», invece, Francesco non ha mai fatto riferimento a temi diretti come aborto, eutanasia, manipolazione genetica. Ma ha fatto un discorso più generale, andando alla radice dei motivi che portano la Chiesa a difendere la vita in ogni momento dell’esistenza umana. Riflettendo sulle letture della Messa, il Papa ha seguito il solito schema dei tre spunti: Dio fonte della vita; Gesù che dona la vita e lo Spirito Santo che ci mantiene in essa; seguire la via di Dio conduce alla vita.

«Quando l’uomo vuole affermare se stesso, chiudendosi nel proprio egoismo e mettendosi al posto di Dio, finisce per seminare morte. L’adulterio del re Davide ne è un esempio. E l’egoismo porta alla menzogna, con cui si cerca di ingannare se stessi e il prossimo» ha detto il Papa. Ma, ha aggiunto «tutta la Scrittura ci ricorda che Dio è il Vivente, colui che dona la vita e che indica la via della vita piena». Poi ha ricordato il dono dei Comandamenti: «una strada che Dio ci indica per un vita veramente libera, per una vita piena; non sono un inno al "no"! Sono un inno al "sì" a Dio, all’Amore, alla vita». Parole che riecheggiano la celebre omelia di Benedetto XVI nella festa del Battesimo del Signore dell’8 gennaio 2006: «I Comandamenti non sono un "pacco" di no».

Poi Francesco, seguendo il Vangelo, ha fatto «un passo avanti». Gesù è «Colui che porta la vita, di fronte a tante opere di morte, di fronte al peccato, all’egoismo, alla chiusura in se stessi». Un Dio che perdona: Francesco ha chiesto ai 150.000 presenti in piazza di ripetere insieme a lui, più volte, che «Dio, il Vivente, è misericordioso!». E se l’uomo vuole, in lui agisce lo Spirito Santo: «Il cristiano è un uomo spirituale, ma questo non significa che sia una persona che vive "nelle nuvole", fuori della realtà, come se fosse un fantasma. No! Il cristiano è una persona che pensa e agisce nella vita quotidiana secondo Dio, una persona che lascia che la sua vita sia animata, nutrita dallo Spirito Santo perché sia piena, da veri figli. E questo significa realismo e fecondità».

Ma, ha avvertito il Papa, spesso «l’uomo non sceglie la vita, non accoglie il "Vangelo della vita", ma si lascia guidare da ideologie e logiche che mettono ostacoli alla vita, che non la rispettano, perché sono dettate dall’egoismo, dall’interesse, dal profitto, dal potere, dal piacere e non sono dettate dall’amore, dalla ricerca del bene dell’altro. È la costante illusione di voler costruire la città dell’uomo senza Dio. Guardiamo a Dio come al Dio della vita - ha concluso il Pontefice - guardiamo alla sua legge, al messaggio del Vangelo come a una via di libertà e di vita. Il Dio Vivente ci fa liberi! Diciamo sì all’amore e no all’egoismo, diciamo sì alla vita e no alla morte, diciamo sì alla libertà e no alla schiavitù dei tanti idoli del nostro tempo».

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500