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«Strade sicure» La Corte dei conti premia l’Esercito

ROMA L’Esercito ha fatto risparmiare un mucchio di soldi nell’operazione «Strade sicure». In cifre, 63 milioni di euro. I soldati presidiano i famosi obiettivi sensibili, fanno il lavoro di 1.568...

ROMA L’Esercito ha fatto risparmiare un mucchio di soldi nell’operazione «Strade sicure». In cifre, 63 milioni di euro. I soldati presidiano i famosi obiettivi sensibili, fanno il lavoro di 1.568 operatori delle forze dell’ordine, che così hanno potuto tornare al proprio lavoro nei Commissariati e nelle Questure di Roma, Milano Napoli e di altre undici città.I calcoli li ha fatti la Sezione Centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei conti, tirando le conclusioni dell’indagine rivolta ai ministeri dell'Interno e della Difesa, sull'impiego nella cosiddetta operazione «Strade sicure», di un contingente di 4.250 uomini delle Forze armate in supporto alle Forze dell’ordine, ai fini di un miglior controllo del territorio e per il quale vengono stanziati circa 73 milioni per anno. Semplificando i conti, annualmente l’intervento dei militari è costato 110,5 milioni per il personale cui si devono sommare i 72,8 stanziati per il servizio. In pratica, il recupero di 1.568 unità di polizia ha fatto risparmiare i 63 milioni di euro. L'indagine della Corte dei conti ha poi valutato i profili di efficienza, efficacia ed economicità, valutando che, per la loro organizzazione, i servizi posti in essere dalle Forze armate rivestono indubbie connotazioni di efficienza. Non è stato possibile, invece, verificare e valutare il positivo impatto dei risultati operativi ottenuti dal personale impiegato in quanto i risultati conseguiti rappresentano una percentuale estremamente ridotta di quelli conseguiti dalle Forze dell’ordine nel loro complesso.

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