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Il Papa: «Il diavolo c’è ma vince il Signore»

Francesco contro lo sfruttamento minorile: guai a chi lo pratica, è una vera schiavitù

La consegna del silenzio Oltretevere è osservata rigorosamente. Il portavoce vaticano padre Lombardi ha dettato la linea del «no comment» e dunque le dichiarazioni esplosive attribuite dal sito cileno «Reflexion y liberacion» al Papa sulla presenza di una lobby gay in Curia non vengono commentate ufficialmente. Dalla Confederazione latinoamericana e dei Caraibi dei religiosi (Clar) è giunta una nota firmata congiuntamente dal presidente suor Mercedes Leticia Casas Sánchez e dal segretario padre Gabriel Naranjo Salazar, in cui si «stigmatizza profondamente la pubblicazione di un testo che si riferisce alla conversazione con il San Padre durante l’incontro del 6 giugno scorso. Conversazione che si è sviluppata a partire dalle domande fatte dai presenti al Papa. In quella occasione non fu fatta alcuna registrazione» ma solo «una sintesi in base ai ricordi dei partecipanti» che non era destinata «alla pubblicazione, per la quale non era stata chiesta alcuna autorizzazione». Tuttavia, è chiaro che anche se le parole non sono attribuibili in maniera letterale al Santo Padre, la sostanza del discorso non cambia e non è stata smentita da nessuno. E in base a quella «sintesi», ci sono altre preoccupazioni nel cuore del Pontefice. A partire dalla presenza nella Chiesa di una «corrente pelagiana», di «gruppi restauratori» che riportano la Chiesa indietro di 60 anni, a prima del Concilio. Gente che non dice «preghiamo per lei» ma tiene una «contabilità»: «le offriamo un tesoro spirituale di 3525 Rosari...». Una visione superata di pratiche religiose. Poi, una «corrente gnostica, questi panteismi...». Sono «correnti di élite ma la seconda è di una élite più formata. Ho saputo di una superiora generale che spingeva le sue sorelle a non pregare la mattina ma a immergersi spiritualmente nel cosmo, cose del genere... Così si salta l’Incarnazione». Preoccupazioni che albergano nel cuore di pastore del Papa che senza dubbio è chiamato a fare profonda pulizia non solo nella Curia ma in tutta la Chiesa. Riformare la Curia, però, non significa «restringerla» né, tanto meno, «bocciarla» in toto. Ci sono settori e persone che lavorano benissimo e non bisogna dimenticare che più volte, anche nel colloquio con i religiosi sudamericani, Papa Francesco ha ribadito che in Curia «c’è gente veramente santa».

Ieri intanto nuovo bagno di folla in piazza San Pietro per l’udienza generale. C’era anche il ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Gianpiero D'Alia, con una delegazione di dipendenti del ministero. Il Papa ha dialogato con grande simpatia con i 50mila fedeli presenti, ha detto che «il male c’è, il diavolo agisce ma Dio è più forte. Lo diciamo tutti insieme?». E la piazza ha risposto a una sola voce. «Dio è più forte, e sapete perché? Perché è il Signore!» ha ripreso Francesco, che ha poi fatto un invito: «Forse tutti abbiamo simpatie e antipatie, e forse tanti di noi siamo un po’ arrabbiati con alcuni. Diciamo al Signore: io sono arrabbiato e ti prego per lui e per lei. Preghiamo per quelli con i quali siamo arrabbiati, oggi, eh!». Ma Francesco ha anche tuonato contro chi sfrutta i bambini: «Un deprecabile fenomeno in costante aumento, specialmente nei Paesi poveri. Sono milioni i minori, per lo più bambine, vittime di sfruttamento che comporta spesso anche abusi e maltrattamenti. È una vera schiavitù questa! Tutti i bambini devono poter giocare, studiare, pregare e crescere, nelle proprie famiglie. È un loro diritto e un nostro dovere. Tanta gente invece di farli giocare li fa schiavi: è una piaga. Guai a chi soffoca in loro lo slancio gioioso della speranza!».

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