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Stop al blocco quinquennale per i neo assunti

Torna in primo piano la battaglia contro la norma che impone il blocco quinquennale della mobilità per i docenti della scuola assunti dal 1° settembre 2011. Ad armare la protesta sono circa...

Torna in primo piano la battaglia contro la norma che impone il blocco quinquennale della mobilità per i docenti della scuola assunti dal 1° settembre 2011. Ad armare la protesta sono circa trentamila insegnanti dell’ultima tornata d’immissione in ruolo. Vogliono chiedere al nuovo Parlamento (alle Commissioni Cultura di Camera e Senato) un provvedimento che riveda e possibilmente abroghi la l’art. 9 comma 21 della legge n. 106/11 scaturita da «un’ingerenza arbitraria del potere pubblico» e altresì «non giustificata da alcuna esigenza organizzativa legata all’erogazione del servizio». E come? Facendo assoggettare i neo-assunti all’art. 1 comma 3 della legge n. 124/99 che prevede un blocco della mobilità di 3 anni. «È una norma iniqua -spiegano quelli del Coordinamento “ Docenti Uniti per l'abolizione del blocco quinquennale” - perché allontana i genitori dai propri figli, i lavoratori dai propri genitori disabili, i mariti dalle proprie mogli, senza giustificate ragioni di Stato, né ragioni di didattica». Abrogarla, inoltre, non avrà nessun onere di spesa per lo Stato. «A dirla tutta - proseguono - era stata una legge caldeggiata dalla Lega per scoraggiare i docenti del Sud a fare domanda per le scuole del Nord, pena il confino per 5 anni». In realtà, ai tempi si parlò di «salvaguardia della continuità didattica», una piaga che si risolverà, però, abbattendo la precarietà.

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