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Parmitano parla dallo Spazio: mi manca un buon caffè

Prima intervista dell’astronauta italiano dalla stazione spaziale. È decollato dieci giorni fa dal Kazakistan. «Qua sto benissimo, sulla Terra vorrei portare lo spirito di condivisione che si vive quassù»

Parmitano parla dallo Spazio: mi manca un buon caffè

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«Un bel caffè espresso». Ecco cosa manca nello spazio, famiglia esclusa naturalmente, a Luca Parmitano, l’astronauta italiano partito lo scorso 28 maggio per la Missione Volare, la prima di lunga durata dell’Asi (Agenzia spaziale italiana), alla volta della Stazione spaziale. Parmitano, astronauta dell’Esa (European space agency) e pilota sperimentatore dell’Aeronautica Militare, è decollato dieci giorni fa dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, insieme al cosmonauta russo Fyodor Yurchikhin e alla statunitense Karen Nyberg per una missione di sei mesi. "Il Tempo" ha partecipato alla prima intervista Spazio-Terra di Parmitano che, mentre rispondeva ai giornalisti, fluttuava insieme al microfono.

Cosa le manca di più della Terra?

«Dopo dieci giorni nello spazio, ci vorrebbe un bel caffè espresso, ristretto direi. Non mi posso lamentare, però, del cibo che mangiamo».

Cosa riporterebbe, invece, sulla Terra dallo spazio?

«Sicuramente il messaggio di unità che si vive nella stazione. Vorrei riuscire a comunicare questo spirito di condivisione».

Come trascorrete le giornate?

«Molto intensamente. Il tempo sembra volar via. Sono passati dieci giorni, ma ne sembra passato solo uno. La giornata inizia alle sei del mattino, secondo l’orario di Greenwich. Lavoriamo diverse ore, ma facciamo anche attività sportiva. Siamo alle prese poi con molti esperimenti. Ne abbiamo appena finito uno sull’osteoporosi. A breve inizieremo quello sulla combustione, accendendo una fornace nella stazione spaziale».

A cosa fate maggiore attenzione nella stazione?

«A dove lasciamo le cose. È facile perdere gli oggetti e gli strumenti qui dentro».

Com’è la Terra vista da lassù?

«È un gioiello sospeso nel velluto nero dello spazio», fantastico vivere qui e ammirare la fragilità del nostro Paese. È difficile descrivere quello che vediamo. Ci vorrebbe un poeta per esprimerlo a parole. Ma possiamo godere di spettacoli straordinari. Come le nubi blu che si formano nell’atmosfera».

Quale è stato il momento più bello fino ad ora?

«Quando sono entrato nella Stazione spaziale. Ma immagino sarò emozionato anche quando farò le passeggiate nello spazio. Sono rimasto colpito, quando sono entrato, anche da come mi ha accolto Chris Cassidy che si è rasato a zero i capelli».

Che messaggio vuol mandare all’Italia?

«Che il nostro Paese ritrovi l’amore e l’armonia per andare avanti».

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