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Scontri a Roma dopo la morte di Sandri Pene ridotte

ROMA Undici assoluzioni e nove condanne con pena ridotta rispetto a quella inflitta in primo grado: è la decisione della terza Corte di appello di Roma a conclusione del processo per incidenti...

ROMA Undici assoluzioni e nove condanne con pena ridotta rispetto a quella inflitta in primo grado: è la decisione della terza Corte di appello di Roma a conclusione del processo per incidenti accaduti a Roma l’11 novembre del 2007 in margine all’uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri in un’area di servizio sull’autostrada in provincia di Arezzo. I giudici hanno modificato la sentenza di primo grado che si era conclusa il 15 dicembre del 2009 con 18 condanne a pesanti pene e con due assoluzioni. A determinare la modifica delle pene ha contribuito ieri la caduta di alcune imputazioni per la maggior parte degli imputati nonché quella di devastazione. Tra le condanne inflitte la più pesante è quella nei confronti di Fabrizio Ferrari a 7 anni e 4 mesi di reclusione (in primo grado aveva avuto 10 anni e 6 mesi) nonché quella a 6 anni e 1 mese inflitte a Alessandro Petrella, Alessio Abballe, Roberto Sabuzzi. Le altre condanne vanno dai 3 anni e 6 mesi a 2 anni e 6 mesi. Le accuse contestate agli imputati oltre ad associazione per delinquere e alla devastazione erano quelle di assalto alla caserma della polizia di via Guido Reni, ad un’altra caserma dei carabinieri nella zona di Ponte Milvio, agli uffici del Coni al Foro Italico. Le altre accuse: saccheggio e incendio doloso.

I fatti, come accennato, accaddero nella capitale quando si diffuse la notizia che Gabriele Sandri, tifoso laziale, era stato ucciso da un proiettile sparato da un agente di pubblica sicurezza mentre si trovava in un'area di servizio nei pressi di Arezzo.

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