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Nuove accuse a Mancino. «Occultò il reato»

La Procura di Palermo ha contestato formalmente all’ex presidente del Senato Nicola Mancino, accusato di falsa testimonianza nel processo per la trattativa tra Stato e mafia, l’aggravante di avere...

Nuove accuse a Mancino. «Occultò il  reato»

>>>ANSA/MAFIA,TRATTATIVA: RINVIO A GIUDIZIO ANCHE PER MANCINO

La Procura di Palermo ha contestato formalmente all’ex presidente del Senato Nicola Mancino, accusato di falsa testimonianza nel processo per la trattativa tra Stato e mafia, l’aggravante di avere commesso «il reato per eseguirne od occultarne un altro, ovvero per conseguire o assicurare a sé o ad altri il prezzo ovvero l'impunità di un altro reato», previsto dall'articolo 61 del Codice penale. Gli «altri» a cui fa riferimento la Dda di Palermo sono gli ufficiali dei carabinieri e i boss che nella primavera delle stragi del '92 avrebbero avviato la trattativa.

Lo ha spiegato il procuratore aggiunto Vittorio Teresi. La Corte d'Assise di Palermo ha intanto «decimato» le parti civili, applicando con estremo rigore le norme per la costituzione delle parti offese. Tra gli esclusi il movimento Agende rosse, presieduto da Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso in via D'Amelio, i familiari di Salvo Lima, i Comuni di Palermo, Firenze e Capaci, Rifondazione comunista. Ammessi invece la Presidenza del Consiglio e l’ex capo della Polizia De Gennaro. Udienza aggiornata al 27 giugno. Vittorio Teresi aveva preannunciato la mossa della Procura nella prima udienza, lunedì scorso, ma solo ieri il presidente della Corte, Alfredo Montalto, lo ha autorizzato a procedere. La difesa di Mancino si era opposta alla contestazione, ma il presidente della Corte l'ha consentita. Dopo la nuova accusa i difensori dell’ex ministro hanno rilevato che si tratta di una «contestazione additiva» e che pertanto deve essere notificata «per estratto» all'imputato, dato che non era presente in aula. Il presidente della Corte d'Assise, Alfredo Montalto, ha aderito alla prospettazione dei legali e ha concesso un termine a difesa. La prossima udienza si svolgerà nell'aula bunker dell’Ucciardone e non in quella di Pagliarelli.

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