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Luca Parmitano in orbita a passeggio nello spazio

È il primo italiano a compiere la storica impresa

ROMA Non è da tutte le mamme ricevere un saluto dallo spazio. «Ciao mamma, ti voglio bene. Qua è bellissimo, non si può descrivere». Appena arrivato sulla Stazione spaziale, Luca Parmitano ha rivolto le sue prime parole a genitori, moglie e figlia. «Sembra di sognare - ha detto al papà - È al di là di qualsiasi cosa che avrei potuto mai immaginare. È la realtà che supera la fantasia». Siciliano nato a Paternò, in provincia di Catania, 36 anni fa (ne compirà 37 nello spazio il prossimo 27 settembre), Parmitano sarà il primo italiano a compiere uno space walk. Nei sei mesi della missione Volare, saranno due le attività extra-veicolari (Eva), ossia le passeggiate nello spazio, che l'astronauta farà a luglio.

C'erano oltre seicento persone nella sede dell'Asi (Agenzia spaziale italiana) di Roma col fiato sospeso a guardare, allo scadere dei dieci secondi dall'accensione dei motori, il decollo della Soyuz TMA-09M per la missione Volare, la prima di lunga durata dell'Asi. Luca Parmitano, astronauta dell’Esa (European space agency) e pilota sperimentatore dell’Aeronautica Militare, è partito alle ore 22.31 (ora italiana) di martedì dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, insieme al cosmonauta russo Fyodor Yurchikhin e alla statunitense Karen Nyberg, proprio dalla storica rampa di lancio da cui nel 1961 decollò il Vostok 1 di Yuri Gagarin.

«Questa è una giornata particolare per l'Italia perché Volare è una missione congiunta Asi-Nasa» ha detto emozionato il presidente dell'Asi, Enrico Saggese. Il viaggio verso la Stazione spaziale è durato circa sei ore, invece dei tradizionali due giorni. «Parmitano ha viaggiato in una posizione scomoda, nella parte più bassa della capsula. Ma anche di maggior importanza perché, in caso di necessità, avrebbe potuto sostituire il comandante» ha aggiunto Saggese. Dopo quattro orbite attorno alla Terra, la Soyuz alle 4.16 di ieri si è agganciata alla Iss, abitata da tre astronauti. Presenti nella sede dell'Agenzia spaziale italiana di Roma per il lancio anche il ministro della Difesa, Mario Mauro, e il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza. « La sfida dello spazio è una sfida al nostro destino - ha detto il ministro Mauro .Ci sono uomini come Luca che molto fanno, molto sanno e poco dicono». «Da ricercatrice penso che questa sia una missione fondamentale in termini di tecnologia - ha aggiunto Carrozza - La ricerca non è una spesa, ma un investimento». Nei 178 giorni di permanenza sulla stazione spaziale, Parmitano dovrà svolgere oltre venti esperimenti scientifici, in gran parte progettati da ricercatori e industrie italiane. Come «Diapason», realizzato da Dtm, che prevede l’istallazione nei moduli della Iss di un’apparecchiatura in grado di rilevare la presenza nell’aria di particelle di dimensioni dell’ordine di pochi nanometri, che avrà applicazioni sull’inquinamento atmosferico. O come «Ice», messo a punto all’Istituto motori del Consiglio nazionale delle ricerche (Im-Cnr) di Napoli, dedicato allo studio di combustibili innovativi a basso impatto ambientale, durante il quale l'astronauta accenderà un fuoco nello spazio.

A commentare il lancio del collega martedì sera c'era anche Samantha Cristoforetti, la prima astronauta italiana che partirà per una missione nel dicembre 2014. «Io e Luca ci conosciamo bene. Abbiamo passato un anno insieme a Colonia. Siamo quasi come fratello e sorella. Per me è un'emozione vederlo partire e pensare che nel 2014 farò questa esperienza. Per ora ci sono andata anch'io nello spazio. Ma solo nel mondo dei sogni».

Poche ore prima della partenza, Luca ha twittato: «È ora! Grazie infinite per il supporto e per le vostre parole. Arrivederci dalla Cupola». L'astronauta ha promesso di «cinguettare» e inviare immagini dallo spazio.

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