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«La Tav si farà Chi si oppone non ha motivi»

TORINO «Pensare che uno per lavorare, per guadagnarsi il pane, per fare il suo dovere per cui è stato assunto, debba rischiare l'incolumità della vita sua e dei propri familiari, credo sia un pugno...

TORINO «Pensare che uno per lavorare, per guadagnarsi il pane, per fare il suo dovere per cui è stato assunto, debba rischiare l'incolumità della vita sua e dei propri familiari, credo sia un pugno nello stomaco per un Paese come il nostro». Cosi il ministro Lupi che, oggi ha fatto visita al cantiere della Tav di Chiomonte in Val di Susa. Ad accompagnare il ministro, il presidente della Regione, Cota, della provincia di Torino, Saitta, ed il sindaco Piero Fassino, oltre al prefetto del capoluogo piemontese Alberto Di Pace. Erano presenti anche i deputati Pd Esposito e Fregolent. «Nel corso della visita - ha detto il presidente della provincia Saitta - abbiamo incontrato gli operai e quanti operano in cantiere, in condizioni spesso difficili, esprimendo loro la solidarietà e la vicinanza di Governo ed istituzioni». È stato confermato anche il cronoprogramma dei lavori: al momento sono stati scavati 110 metri di tunnel.«Questo genere di delinquenti prende di mira non l’opera, ma usa l’opera come simbolo per un suo progetto come movimento antagonista».Cosi Lupi è intervenuto alla riunione della task force in regione a Torino. «Oggi - ha affermato - la Tav è diventata un simbolo e lo testimonia il fatto che sono cambiate le motivazioni di chi si oppone, non si parla più di un problema ambientale, si dice che l’opera non va più fatta. L’opera è iniziata, non si torna indietro. Questo è un Paese - ha concluso- che deve smetterla di tornare su decisioni che ha preso nel confronto con tutti. Mi sembrava importante dire che lo Stato non è solo a Roma ma è qui».

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