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La ’ndrangheta a sostegno di un candidato regionale del Lazio

Venti arresti e sequestri per 40 milioni di euro. Il clan Tripodi dalla Calabria aveva esteso i suoi affari a Roma e a Milano

Venti arrestati e sequestri per 40 milioni di euro in una vasta operazione antimafia che parte dalla Calabria, per ramificarsi anche al Nord e a Roma. Fra gli arrestati ci sono diversi imprenditori, tanto che la Guardia di Finanza sta dando esecuzione anche ad un decreto di sequestro preventivo emesso dalla Dda nei confronti di 19 aziende e 25 persone fisiche, col sequestro di 45 immobili - terreni, fabbricati, appartamenti e pertinenze - tra cui 2 bar in pieno centro a Roma e conti correnti riconducibili ai destinatari del provvedimento, il cui valore complessivo ammonta a circa 40 milioni di euro. Gli arresti interessano il clan Tripodi di Porto Salvo e Vibo Marina il quale ha interessi anche fuori regione. Fra le contestazioni mosse dalla Dda al clan Tripodi (operante in particolare nelle frazioni di Porto Salvo e Vibo Marina) vi è anche il tentativo di acquisire appalti pubblici nel Lazio attraverso il promesso sostegno elettorale a un candidato (non indagato) alle elezioni del Consiglio Regionale del Lazio 2010. Tale candidato è risultato poi eletto. Nel Lazio il clan Tripodi aveva infatti pensato di estendere i propri "affari" e le proprie attività imprenditoriali. L'inchiesta denominata in un primo tempo "Atlantide" e ora sfociata nell'operazione congiunta dei carabinieri e della Guardia di Finanza di Vibo Valentia denominata "Libra", conclude una complessa e prolungata attività investigativa, che ha permesso di accertare l'operatività della cosca "Tripodi", non ancora riconosciuta giudizialmente, ricostruendone le attività illecite nell'arco temporale 2006-2012, oltre alle dinamiche interne ed esterne, nonché i variegati interessi economici in diverse Regioni. Associazione mafiosa, usura, trasferimento fraudolento di valori, estorsioni, frode nelle pubbliche forniture e detenzione di armi i reati, a vario titolo, contestati. L'infiltrazione nei lavori pubblici della cosca Tripodi - ritenuta una vera e propria holding della 'ndrangheta - riguarda in particolare il settore dell'edilizia lungo a fascia costiera del Vibonese e in altre zone d'Italia. L'operazione, oltre Vibo Valentia, interessa pure Brescia, Padova, Verona, Milano, Roma e Bologna. Il reato di usura sarebbe stato accertato nei confronti di un commerciante di autovetture vibonese, divenuto poi un testimone di giustizia che si trova attualmente sottoposto a programma di protezione.

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