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A Milano è violenza vera Ancora scontri e rapine

Sgombero Allo Zam ieri mattina barricate e assalti alla Polizia Guerriglia a palazzo Marino, manganellate davanti al Comune

A Milano è violenza vera Ancora scontri e rapine

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Milano violenta, Milano delle spranghe, delle picconate. E anche delle molotov. Dei cortei che si trasformano in guerriglia, delle manifestazioni che degenerano. Milano che non sembra più la stessa.

Negli ultimi mesi sono raddoppiate le rapine che, come nel caso di quella di martedì scorso, sono a mano armata con tanto di molotov. Senza dimenticare il ganese che, a colpi di piccone, ha ucciso tre passanti. E poi la cronaca delle ultime ore: un incendio si è sprigionato dal centro di via Olgiati dove ieri mattina polizia e carabinieri, in assetto antisommossa, hanno dato il via allo sgombero del centro sociale Zam. Per impedire alle camionette di arrivare al cancello erano stati piazzati in strada tavoli, sedie e inferriate a mo’ di barricata. Parte di questi oggetti sono andati a fuoco. Sul posto i vigili del fuoco che hanno lavorato ore per spegnere le fiamme.

La via è stata chiusa al traffico. All’inizio della strada è stato appeso uno striscione: «Da grandi poteri derivano grandi responsabilita». Contro gli agenti sono state utilizzate bottiglie di vernice e fumogeni.

Due giovani appartenenti al centro sociale sono saliti sul tetto dell’edificio per protestare contro lo sgombero dello stabile. Ieri mattina, all’arrivo delle camionette, i giovani hanno posizionato per strada quattro file di barricate da cui è partito un lancio di bottiglie e altri oggetti. Gli agenti hanno dovuto utilizzare una ruspa per farsi strada fra i detriti. I due ragazzi sono scesi soltanto in tarda mattinata.

Il centro sociale Zam (Zona autonoma Milano) era nato due anni fa per mano di alcuni giovani che avevano occupato questo palazzo abbandonato. Gli occupanti raccontano di aver organizzato nello spazio centinaia di concerti ed eventi culturali su tre palcoscenici, un film festival, due laboratori di hip-hop e teatro, una palestra con oltre 150 frequentatori, 1550 prese da arrampicata su oltre 160 metri quadrati.

Ma la giornata da incubo è andata avanti con gli scontri, nel pomeriggio, davanti a Palazzo Marino. Anche qui lancio di fumogeni e cariche della polizia proprio sotto la sede del Comune, dove si stava tenendo la riunione dei delegati internazionali per l’Expo. Dopo il presidio in piazza Scala, a cui hanno partecipato circa duecento ragazzi arrivati in corteo da Porta Genova, i manifestanti hanno tentato di sfondare il cordone a protezione dell’ingresso del palazzo municipale con la dichiarata intenzione di «voler entrare per fare un’assemblea».

A quel punto forze dell’ordine e manifestanti sono entrati in contatto: tre volte i ragazzi hanno tentato di sfondare, tre volte sono stati respinti dalle cariche delle forze dell’ordine.

Sempre ieri a Cormano un uomo è stato ferito con colpi d’arma da fuoco al polpaccio nel corso di una lite scoppiata durante l’intervento di disinfestazione in un condominio nel comune alle porte di Milano. Alberto Borgonovo, ventisei anni, titolare con il fratello di un’impresa di disinfestazioni, è stato condotto in codice giallo all’ospedale di Niguarda. I fatti sono accaduti in un condominio dove i due fratelli stavano effettuando un intervento: dalla prima ricostruzione dei fatti emerge che i due fratelli avrebbero avuto un diverbio con una terza persona, ancora da identificare, la quale poi al culmine della lite ha sparato contro l’uomo.

E infine una rapina ai danni di due anziani coniugi, svegliati nella notte da sconosciuti, malmenati e per due ore in balìa di rapinatori armati di coltello e cacciavite. Una vera e proprio notte da incubo per i due coniugi milanesi che hanno subìto l’aggressione nel loro appartamento in via Padova, nella periferia nord della città. Marito e moglie, rispettivamente di ottantanove e settantatré anni sono stati svegliati di soprassalto e minacciati fino a quando i banditi non hanno trovato una cassetta in ferro con dentro circa diecimila euro in contanti. Poi i banditi se ne sono andati.

Per contrastare questa assurda e inspiegabile ondata di violenza sono in arrivo nel capoluogo lombardo 140 agenti. A garantirlo è stato il ministro dell’Interno Angelino Alfano: «La decisione di mandare 140 unita a presidio della città, ma non si tratta di una permanenza breve – ha detto Alfano al termine del vertice in porefettura – I 140 uomini sono qui e restano qui. Non è una operazione spot ma è un presidio necessario per la sicurezza di cittadini lombardi».

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