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Sequestrati 1,2 miliardi ai proprietari dell’Ilva

Emilio e Adriano Riva indagati per truffa ai danni dello Stato e trasferimento fittizio di beni. I fondi sequestrati erano nel paradiso fiscale di Jersey. Scarcerato il presidente della Provincia di Taranto

Sequestrati 1,2 miliardi ai proprietari dell’Ilva

ILVA: ARRESTI DOMICILIARI PER 8 DIRIGENTI

Il gip di Milano Fabrizio D'Arcangelo, su richiesta dei pm Stefano Civari e Mauro Clerici, ha disposto il sequestro di 1,2 miliardi di euro sui conti correnti della famiglia Riva, proprietaria del Gruppo Ilva, di cui fa parte lo stabilimento di Taranto. Emilio (nella foto) e Adriano Riva sono entrambi indagati per truffa ai danni dello Stato e trasferimento fittizio di beni e due professionisti di loro fiducia sono accusati di riciclaggio. I fondi sequestrati erano nel paradiso fiscale di Jersey. Intanto è stato scarcerato e destinato agli arresti domiciliari il presidente dimissionario della Provincia di Taranto, Gianni Florido, del Pd. Il provvedimento è stato firmato oggi dal gip Patrizia Todisco. Florido era stato arrestato mercoledì scorso insieme ad altre tre persone nell'ambito dell'inchiesta sull'Ilva «Ambiente Svenduto». Nei suoi confronti l'accusa è di concussione. Florido, in sostanza, avrebbe fatto pressioni sui dirigenti dell'assessorato all'ambiente della Provincia perché rilasciassero all'Ilva l'autorizzazione all'esercizio della discarica di rifiuti «Mater Gratiae» ubicata all'interno dello stabilimento, autorizzazione alla quale i dirigenti dell'ente invece si sarebbero opposti perché contro la legge. Insieme a Florido, mercoledì scorso, sono stati arrestati anche l'ex assessore all'Ambiente della Provincia, Michele Conserva, l'ex consulente dell'Ilva addetto ai rapporti istituzionali, Girolamo Archinà, e l'ex direttore generale della Provincia, Vincenzo Specchia, quest'ultimo ai domiciliari. Sabato scorso Archinà era stato scarcerato e trasferito ai domiciliari in quanto già il giorno dell'arresto il Tribunale del Riesame si era pronunciato sull'istanza presentata dai legali dell'ex consulente Ilva in riferimento alla prima ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita lo scorso estato il 26 novembre ai domiciliari, sempre nell'ambito dell'inchiesta Ilva, perché accusato di orientare verso un ufficio di consulenza a lui vicino tutte le aziende che avevano bisogno delle autorizzazioni ambientali della Provincia. Florido era stato interrogato in carcere dal gip Todisco venerdì scorso e in quella sede aveva smentito di aver esercitato pressioni sui dirigenti della Provincia, osservando di aver solo chiesto ai dirigenti di pronunciarsi sulle richieste dell'Ilva o favorevolmente o sfavorevolmente per evitare che sulle istanze aziendali si aprisse poi un contenzioso davanti al Tar e al Consiglio di Stato. Sull'attenuazione della misura restrittiva a Florido la Procura aveva già dato il suo benestare sabato scorso. Dopo l'arresto, Florido ha firmato le sue dimissioni irrevocabili dalla carica di presidente alla quale era stato eletto nel 2004 e rieletto nel 2009 sempre a capo di una maggioranza di centrosinistra. Il prefetto di Taranto, Claudio Sammartino, lo aveva subito sospeso dalla carica e nominato commissario, con le funzioni di presidente e giunta, l'attuale prefetto di Bari, Mario Tafaro.

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